sabato 24 ottobre 2009

Intervista a Nigel Thrift

In occasione del seminario del RISC "Come reinventare le politiche urbane. Dal territorio alle funzioni", abbiamo intervistato Nigel Thrift, geografo, Vice-Canchellor dell'Università di Warwick e autore del noto saggio "Città. Ripensare la dimensione urbana", Il Mulino, 2005.

Intervista realizzata da Stefania Battistini.

Professor Thrift, quali sono le politiche urbane più adatte, secondo la sua teoria, a rispondere ai mutamenti che sconvolgono i tradizionali paradigmi di spazio e di tempo?
Innanzitutto è bene tenere presente quanto il concetto di città si stia modificando. Entro il 2050 due terzi della popolazione vivrà in un contesto urbano. I nuovi spazi che si creano sono continuamente attraversati da flussi di vario tipo – umano, finanziario, tecnologico -, che richiedono sempre più di essere gestiti. La mobilità sta aumentando vertiginosamente e questo fa venir meno il concetto di “confine” in senso tradizionale. Per questa ragione è indispensabile creare un nuovo vocabolario che definisca esattamente le mutazioni in atto.

In vista di Expo 2015, quali sono gli elementi che Milano, intesa come glocal city, dovrebbe sviluppare?
Per qualsiasi città è fondamentale la mobilità dei talenti a livello mondiale. Oggi il concetto di manodopera e di lavoro sono molto cambiati: la creatività e l’innovazione sono diventati fattori indispensabili e aumenta la valorizzazione del talento. Solo le città – e all’interno di queste, le aziende - che saranno in grado di attirare questi cervelli riusciranno a vincere. Dovranno farlo sviluppando luoghi dove i talenti possano incontrasi e scambiarsi idee in grado di aprire nuove prospettive: cafè, bar, posti aperti ventiquattrore ore. Dovranno essere un acceleratore di innovazione favorendo l’interconnessione tra le persone che vivono nello stesso luogo. Bisognerebbe trasformare la città in un vero e proprio hub, in cui i cervelli lasciano le tracce della propria conoscenza. Non è un caso che i piani urbani di successo siano intrisi di elementi come talento, creatività e innovazione.

Qual è il ruolo delle Università e dei centri di ricerca?
La formazione è nodale: in Gran Bretagna si mettono in atto politiche in grado di intercettare i talenti sin dalla giovane età per svilupparne le abilità al massimo. È questa la vera economia della conoscenza. Se nel Diciannovesimo secolo il motore dell’economia era la ferrovia e nel Ventesimo l’automobile, oggi, nel terzo millennio, il fulcro propulsore dovrà essere l’Università. Tutte le città britanniche stanno cercando di creare quartieri culturali o cluster di creatività e conoscenza. Da qualche tempo Birmingham e Coventry hanno messo in atto politiche per diventare comunità scientifiche di punta, denotandosi come città delle scienze. I collegamenti principali di queste città sono l’università e le aziende che producono ricerca fondamentale e applicata. Per qualsiasi Paese è vitale investire su entrambe. È la linea che del governo britannico e anche di quello cinese; gli Usa investono già il 2,6% del Pil in ricerca fondamentale e anche il Medio-Oriente si sta muovendo in questa direzione. E in questo contesto la ricerca di base si svolgerà sempre più nelle Università.

Quali sono le politiche urbane più adatte per fare da acceleratore a questi processi?

I programmi di azione sono fondamentali, ma è sempre difficile dire a priori quali siano gli elementi che determinano il successo di una città. Di certo sono basilari l’alto tasso di tecnologia, la presenza di piccole e medie imprese, di lavoratori autonomi e di una forza lavoro dotata di educazione superiore.

Come risolvere il gap che si è creato tra istituzioni radicate sul territorio – e legate per loro natura a vincoli politici e amministrativi -, ma che devono governare processi transterritoriali, che valicano i confini regionali e nazionali?

Ci stiamo gradualmente evolvendo verso istituzioni che hanno la capacità di adattarsi a questi flussi. Lo Stato moderno non si limita a osservare i luoghi, ma guarda con attenzione anche ai flussi che li attraversano, determinando dinamiche che superano decisamente i confini tradizionali. È un processo lento ma inesorabile.

Quale potrebbe essere una nuova definizione di “confine”? Com’è possibile governare spazi sempre più attraversati da flussi?

In questo nuovo mondo i confini non saranno più lungo le linee ma attraverso. Oggi tutto nel mondo è basato sulla capacità di accedere alle cose. Ci sono naturalmente diversi gradi di abilità nelle persone: la mobilità dipende dalla competenza e, per le persone molto mobili, i confini diminuiscono.

http://www.globusetlocus.org

lunedì 19 ottobre 2009

MUHAMMAD YUNUS



Incontra il Premio Nobel per la Pace:

MUHAMMAD YUNUS

Colloquio con uno dei più considerevoli e affascinanti personaggi dei nostri tempi.
Muhammad Yunus (in lingua bengalese: Muhammod Iunus) (Chittagong, 28 giugno 1940) è un economista e banchiere bengalese. È ideatore e realizzatore del microcredito, ovvero di un sistema di piccoli prestiti destinati ad imprenditori troppo poveri per ottenere credito dai circuiti bancari tradizionali. Per i suoi sforzi in questo campo ha vinto il premio Nobel per la Pace 2006. Yunus è anche il fondatore della Grameen Bank, di cui è direttore dal 1983.

http://www.laureatiluiss.it/ventialle20_1pensiero_10.php

venerdì 9 ottobre 2009

The Nobel Peace Prize for 2009


Oslo consegna il Nobel per la Pace a Barack Obama. Le motivazioni, si legge sul Corriere, sono legate al «suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli». Hanno pesato a favore della scelta gli appelli di Obama per la riduzione degli arsenali nucleari e il suo impegno per la pace globale.




The Nobel Peace Prize for 2009

The Norwegian Nobel Committee has decided that the Nobel Peace Prize for 2009 is to be awarded to President Barack Obama for his extraordinary efforts to strengthen international diplomacy and cooperation between peoples. The Committee has attached special importance to Obama's vision of and work for a world without nuclear weapons.

Obama has as President created a new climate in international politics. Multilateral diplomacy has regained a central position, with emphasis on the role that the United Nations and other international institutions can play. Dialogue and negotiations are preferred as instruments for resolving even the most difficult international conflicts. The vision of a world free from nuclear arms has powerfully stimulated disarmament and arms control negotiations. Thanks to Obama's initiative, the USA is now playing a more constructive role in meeting the great climatic challenges the world is confronting. Democracy and human rights are to be strengthened.

Only very rarely has a person to the same extent as Obama captured the world's attention and given its people hope for a better future. His diplomacy is founded in the concept that those who are to lead the world must do so on the basis of values and attitudes that are shared by the majority of the world's population.

For 108 years, the Norwegian Nobel Committee has sought to stimulate precisely that international policy and those attitudes for which Obama is now the world's leading spokesman. The Committee endorses Obama's appeal that "Now is the time for all of us to take our share of responsibility for a global response to global challenges."

Oslo, October 9, 2009

mercoledì 7 ottobre 2009

Il Teatro a Solbiate Olona




Prima edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale organizzata
dalla Associazione Culturale e Teatrale FUORI DALLE QUINTE







BIGLIETTI E ABBONAMENTI

Il costo dei biglietti è 5,00 € intero e 3,00 € ridotto (per bambini entro i 10 anni e adulti over 65).
E' possibile acquistare un abbonamento valido per tutti e 7 gli spettacoli in cartellone al costo di 30,00 €, comprensivo della tessera di iscrizione all'Associazione Fuori dalle Quinte per l'anno 2010

Per informazioni scrivete a info@fuoridallequinte.it

Il Cineforum a Solbiate Olona




Un percorso tra parole e immagini



a cura di Gianluca Gibilaro e Matteo Contin

ore 20.45, INGRESSO GRATUITO
Centro socio-culturale solbiatese
via Patrioti 31 - Solbiate Olona (VA)

Film in programma

Giovedì 8 ottobre 2009
QUESTIONE DI CUORE
di Francesca Archibugi
con Kim Rossi Stuart, Antonio Albanese

Giovedì 22 ottobre 2009
COME DIO COMANDA
di Gabriele Salvatores
con Filippo Timi, Elio Germano

Sabato 31 ottobre 2009
ALLA RICERCA DELL’ISOLA DI NIM
di Mark Levin, Jennifer Flackett
con Abigail Breslin, Jodie Foster

Giovedì 5 novembre 2009
DUE PARTITE
di Enzo Monteleone
con Margherita Buy, Isabella Ferrari

Giovedì 19 novembre 2009
GOMORRA
di Matteo Garrone
con Toni Servillo, Gianfelice Imparato

Giovedì 3 dicembre 2009
THE MILLIONAIRE
di Danny Boyle
con Dev Patel, Freida Pinto

Venerdì 18 dicembre 2009
PONYO SULLA SCOGLIERA
di Hayao Miyazaki
con -

Giovedì 14 gennaio 2010
LO SCAFANDRO E LA FARFALLA
di Julian Schnabel
con Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner

Giovedì 28 gennaio 2010
IL FLAUTO MAGICO
di Kenneth Branagh
con Joseph Kaiser, Amy Carson

sabato 3 ottobre 2009

Saper ascoltare la coscienza irrequieta della societa'

Ffwebmagazine - Saper ascoltare la coscienza irrequieta della societa'

Dalla letteratura sarebbe bello che la politica apprendesse la capacita'  di spostare il proprio punto di vista. Un romanziere, quando racconta una storia, puo' farlo anche da una prospettiva diversa dalla sua. E' un esercizio di immedesimazione in personaggi a volte anche molto lontani, di cui diventa necessario capire le ragioni, e puo' essere utile a chiunque, a un lettore normale come a un politico. Perche' altrimenti si rischia di guardare il mondo come da dietro a una trincea, a seconda dello schieramento a cui si appartiene. E questo limita fortemente la visione.

Andrea De Carlo

venerdì 2 ottobre 2009

Tutela Grand Hotel Campo dei Fiori - Varese


Uno dei gioielli liberty più belli d'Europa, affacciato sul panorama più bello della Lombardia, da decenni è chiuso e in stato di grave abbandono, ignorato da istituzioni di ogni genere. Salviamolo.

Dal progetto di Sommaruga a oggi

Il Grand Hotel Campo dei Fiori è l’esempio più rappresentativo della grande stagione del liberty varesino, firmato da Giuseppe Sommaruga. Il Campo dei Fiori divenne a partire dalla fine dell’ ‘800 una rinomata località turistica. Nel 1865 Varese venne collegata a Milano dalla ferrovia, che favorì l’afflusso di visitatori e pellegrini al Sacro Monte, il quale a sua volta nel 1895 fu raggiunto dalla funicolare Varese-Prima Cappella. A partire da quel momento si cominciarono a costruire diverse ville mentre un numero sempre crescente di visitatori giungeva da Milano in treno e proseguiva con le funicolari, che nel 1911 arrivavano quasi in vetta al Monte Tre Croci. Qui, nell’ambito di un ambizioso progetto di valorizzazione turistica ideato all’inizio del XX° secolo, l’architetto principe del liberty, Giuseppe Sommaruga, eresse nel 1907-1912 il grandioso complesso (albergo, ristorante e stazione della funicolare) del Grand Hotel, riuscendo ad adattare il suo progetto all'ambiente montano, rispettandolo e nel contempo trasformandolo profondamente. L’impianto planimetrico dell’edificio (un corpo centrale proteso verso valle e due ali asimmetriche a livelli sfalsati) si qualifica per l’invenzione dei due possenti arconi che reggono la hall, dove compaiono i più peculiari oggetti decorativi del Sommaruga; poco oltre è il corpo del ristorante, raffinato esercizio distributivo di volumi e aperture, tutte giocate in senso panoramico. Oggi il complesso è abbandonato e visibile solo dall’esterno; l’albergo ebbe la sua grande stagione da prima della Grande Guerra fino alla seconda guerra mondiale; cadde in crisi nel dopoguerra e fu chiuso negli anni cinquanta del ‘900.
(dalla guida "Varese e provincia", TCI)

Il Grand Hotel è oggi "gestito" da privati, che come ben si può notare si sono rivolti a varie compagnie telefoniche per l'utilizzo della struttura.

Il sito vuole far luce su una realtà da troppo tempo ignorata.

Il nostro scopo è raccogliere più firme possibili per tentare un pacifico richiamo a chi "gestisce" la struttura, avendo come primo obiettivo non tanto la riapertura, che rimane pur sempre un sogno, quanto la semplice manutenzione, che da decenni, come si può vedere, manca: per dare una mano basta lasciare il proprio nome mandando una mail all'indirizzo indicato nella sezione "Contatti", sarete poi aggiunti nella lista "Membri".

Per chi lo desiderasse, c'è anche una pagina su Facebook, nella sezione "Causes".

Per qualsiasi informazione o suggerimento non esitate a contattarmi presso lo stesso indirizzo mail. Grazie a tutti.

Concorso di Disegno e Fotografia: Gli amici, la bicicletta e la Valle Olona

G.S.SOLBIATESE               ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA              STELLA C.O.N.I.    per meriti sportivi        ...