venerdì 2 ottobre 2009

Tutela Grand Hotel Campo dei Fiori - Varese


Uno dei gioielli liberty più belli d'Europa, affacciato sul panorama più bello della Lombardia, da decenni è chiuso e in stato di grave abbandono, ignorato da istituzioni di ogni genere. Salviamolo.

Dal progetto di Sommaruga a oggi

Il Grand Hotel Campo dei Fiori è l’esempio più rappresentativo della grande stagione del liberty varesino, firmato da Giuseppe Sommaruga. Il Campo dei Fiori divenne a partire dalla fine dell’ ‘800 una rinomata località turistica. Nel 1865 Varese venne collegata a Milano dalla ferrovia, che favorì l’afflusso di visitatori e pellegrini al Sacro Monte, il quale a sua volta nel 1895 fu raggiunto dalla funicolare Varese-Prima Cappella. A partire da quel momento si cominciarono a costruire diverse ville mentre un numero sempre crescente di visitatori giungeva da Milano in treno e proseguiva con le funicolari, che nel 1911 arrivavano quasi in vetta al Monte Tre Croci. Qui, nell’ambito di un ambizioso progetto di valorizzazione turistica ideato all’inizio del XX° secolo, l’architetto principe del liberty, Giuseppe Sommaruga, eresse nel 1907-1912 il grandioso complesso (albergo, ristorante e stazione della funicolare) del Grand Hotel, riuscendo ad adattare il suo progetto all'ambiente montano, rispettandolo e nel contempo trasformandolo profondamente. L’impianto planimetrico dell’edificio (un corpo centrale proteso verso valle e due ali asimmetriche a livelli sfalsati) si qualifica per l’invenzione dei due possenti arconi che reggono la hall, dove compaiono i più peculiari oggetti decorativi del Sommaruga; poco oltre è il corpo del ristorante, raffinato esercizio distributivo di volumi e aperture, tutte giocate in senso panoramico. Oggi il complesso è abbandonato e visibile solo dall’esterno; l’albergo ebbe la sua grande stagione da prima della Grande Guerra fino alla seconda guerra mondiale; cadde in crisi nel dopoguerra e fu chiuso negli anni cinquanta del ‘900.
(dalla guida "Varese e provincia", TCI)

Il Grand Hotel è oggi "gestito" da privati, che come ben si può notare si sono rivolti a varie compagnie telefoniche per l'utilizzo della struttura.

Il sito vuole far luce su una realtà da troppo tempo ignorata.

Il nostro scopo è raccogliere più firme possibili per tentare un pacifico richiamo a chi "gestisce" la struttura, avendo come primo obiettivo non tanto la riapertura, che rimane pur sempre un sogno, quanto la semplice manutenzione, che da decenni, come si può vedere, manca: per dare una mano basta lasciare il proprio nome mandando una mail all'indirizzo indicato nella sezione "Contatti", sarete poi aggiunti nella lista "Membri".

Per chi lo desiderasse, c'è anche una pagina su Facebook, nella sezione "Causes".

Per qualsiasi informazione o suggerimento non esitate a contattarmi presso lo stesso indirizzo mail. Grazie a tutti.

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