mercoledì 24 novembre 2010

il federalismo e la sfida del sud

il federalismo e la sfida del sud

Il federalismo è ormai pienamente al centro del dibattito politico italiano, sebbene appena un decennio fa fosse da molti considerato una questione piuttosto eterodossa o un tema provocatorio.

La ripartizione dei ruoli e delle responsabilità tra più livelli di governance è in effetti un’esigenza condivisa da tutte le democrazie avanzate, vista la complessità crescente delle nostre economie è dunque anche del rapporto tra le autorità e i cittadini.

L’Italia parte da una condizione anomala rispetto alla maggioranza dei paesi europei, poiché i divari interni al paese non si collocano su una traiettoria di riduzione, ma al contrario di allargamento – e questo nonostante interventi statali e trasferimenti di risorse molto onerosi nell’arco di molti decenni.

Discutere oggi di questione meridionale –e dunque settentrionale – significa in effetti discutere dell’assetto del sistema-paese, cioè della principale questione nazionale. In tal senso, il federalismo fiscale può vedersi come un obiettivo in sé, ma anche come un tassello di una struttura complessiva che sia compiutamente federale. E’ chiaro che la seconda opzione, oltre agli interventi legislativi che rientrano nell’ottica del decentramento, richiede riforme costituzionali.

La logica alla base del federalismo, in ogni caso, prevede un rapporto molto stretto fra erogazione dei servizi e prelievo fiscale, puntando a rafforzare il vincolo di legittimità democratica. Quella in corso in Italia – come altrove – è perciò una discussione sul fondamento politico del patto sociale in una moderna democrazia avanzata.

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