domenica 9 gennaio 2011

Due ruote nel fango

Ciclocross, una disciplina sportiva per i “duri” delle due ruote. A Solbiate Olona un percorso storico dove si sono cimentati anche ciclisti che hanno trovato la gloria sull'asfalto.
Relegato molto spesso a parente povero del ciclismo su strada, il ciclocross è in realtà una pratica con una storia che ha poco da invidiare ad altre discipline sportive. Una di quelle dove è la fatica a farla da padrona, dove quello che conta è la voglia di lottare, la capacità di far girare i pedali anche nei tratti più duri, in qualsiasi condizione climatica, fino a trovare il momento di prendere la bicicletta in spalla per affrontare gli ostacoli più ostici. Provincia ciclistica per eccellenza, non deve quindi sorprendere che nella zona di Varese si siano scritti capitoli importanti anche nel ciclocross.
Parlando con gli appassionati delle due ruote meno giovani, non sarà difficile imbattersi in una località del basso Varesotto, Solbiate Olona, capace di scatenare nell'interlocutore di turno una serie di ricordi. Immagini di giornate memorabili, di gare appassionanti spesso disputate sotto la pioggia, nel fango, nella neve, ma dove i primi della classe a livello mondiale non rinunciavano mai a darsi battaglia. Da quelle parti, sono ancora in molti a ricordare il 6 gennaio non come il giorno dell'Epifania, ma per il Ciclocross di Solbiate. Assolti i riti della festa, subito dopo pranzo si scendeva in Valle per ammirare i campioni di turno. Da Solbiate sono passati i nomi che hanno fatto storia: Renato Longo, Rolf Wolfsholh, Pertusi, Canavesi, Malabrocca, Rossi, Severini, Vagneur, Paccagnella, Di Tano. Di fianco a questi, tanti che hanno saputo farsi onore anche su strada; un nome su tutti Eric De Vlaeminck e, in tempi più recenti, un grande campione come Daniele Pontoni. A questi si affiancavano spesso stradisti puri, Francesco Moser, Giuseppe Saronni e Claudio Cappucci per mantenere la forma durante la stagione fredda oppure solo per riassaporare il sapore di una disciplina provata in gioventù, prima di trovare la gloria sull'asfalto.
Oggi la realtà è cambiata. Quello che viene frettolosamente liquidato come business, una parola lontana anni luce dalla filosofia del ciclocross, e dispute che con lo sport hanno poco a che fare hanno contributo a portare lontano da Varese il ciclocross che conta. Tagliato il traguardo dell'edizione numero 50, infatti, Solbiate Olona ha dovuto addirittura rinunciare per qualche anno alla “sua” gara. Ma Solbiate Olona, e tutti gli appassionati della zona non potevano restare senza ciclocross. E non poteva restare lontano dal ciclocross il G.S. Solbiatese, il gruppo sportivo creatore e da sempre impagabile organizzatore dell'evento, che ha saputo fare le scelte giuste per riproporre la corsa. Non più i professionisti, non più gli appuntamenti mondiali dirottati altrove dalla maggiore disponibilità di capitali, ma i ragazzi, le prove a carattere regionale del Trofeo Lombardia e lo sfruttamento delle nuove tecnologie per diffondere il ciclocross, grazie alla collaborazione con il sito web ValleOlona.com. Uno spettacolo certamente diverso, ma la voglia e l'entusiasmo dei corridori sono sempre gli stessi. E da quattro anni, da quando il ciclocross è tornato a Solbiate Olona, anche quella porzione della Valle sembra aver ritrovato la voglia di vivere. Da quando i ciclisti si confrontano nel famoso Prato del Cotonificio, da quando si cimentano con la storica scalinata, anche il ciclocross ha cominciato a recuperare consensi, a ritrovare pubblico ed è ritornato a regalare emozioni uniche. ( da Varesefocus)

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