sabato 11 giugno 2011

Pane, Burro, Zucchero e ....Iniziativa 21058 a Girinvalle 2011

Quando al posto della Coca Cola si beveva gazzosa sporcata da tronchetti di liquirizia. e si mangiava Pane, burro e zucchero: la merenda dei ricordi.

Che cosa c' era prima delle merendine «più latte meno cacao» e delle coloratissime bibite gasate? Che cosa mangiavano i nostri nonni quando la globalizzazione non aveva ancora avuto la meglio a colpi di hamburger e fast food? Se nella grande Inghilterra il rito del tè l' ha fatta da padrone nei secoli alle cinque del pomeriggio i nostri padri lombardi, stremati dopo ore di giochi in cortile, erano alle prese con la povertà lasciata in eredità dalla guerra. E per merenda non avevano un granché da mettere sotto ai denti. Ma, si sa, quando non c' è materia prima, entra in gioco la fantasia, e la merenda diventa un momento di «invenzione», di ricerca di prodotti gustosi anche se poveri, ma soprattutto di condivisione e di amicizia, rafforzata dallo stare tutti insieme nei cortili e nelle cascine. Sì, perché negli anni Cinquanta i bambini stavano in gruppo anche dopo la scuola e condividevano le proprie ore di svago liberi da tutto. E dopo una partita a «tòla» e corse sfrenate per vincere a nascondino, si correva in casa e si prendeva la merenda e di nuovo «giù in cortile», a mangiare tutti insieme.
Beh, una merenda su tutte, quella che proprio tutti ricordano di aver mangiato e che, al solo sentirne parlare, evoca momenti di vera felicità e spensieratezza è la vincente accoppiata «pane-burro-zucchero». Con più o meno burro, ma sempre sostanziosa e dolce, per dare la giusta energia per ricominciare a correre fino all' ora della cena. L' orario è anticipato rispetto agli inglesi: la merenda in Lombardia si faceva alle quattro in punto. Saranno state le giornate corte (molte di più rispetto ai lunghi pomeriggi estivi nella nostra regione) o l' ora della cena sempre anticipata rispetto alle altre Regioni d' Italia (in Lombardia alle 19 i piatti sono già fumanti. Le quattro del pomeriggio sono per tutti un ricordo indelebile di un' infanzia dei ricordi. E al posto della coca cola? All' oratorio vendevano le bottigliette di gazzosa e i «giusi», ovvero tronchetti di liquirizia: per far diventare scura la bibita si infilava nella bottiglia la liquirizia e si agitava bene: ma a furia di agitare e di assaggiare se il gusto era quello giusto, si finiva la bottiglia e la Coca Cola restava un sogno. Ma tutti erano ugualmente felici.

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