lunedì 27 febbraio 2012

dal PGT partecipato .....al PGT fantasma


L' assemblea pubblica di questa sera, durante la quale verrà presentato il *Piano di Governo del Territorio*, è stata spostata dal Centro Socio-Culturale alla Sala Consigliare sempre alle ore 21

dai gol fantasma al PGT fantasma...

per chi non è potuto intervire potete trovare almeno la documentazione relativa alla VAS del PGT sul sito della Regione Lombardia:

http://www.cartografia.regione.lombardia.it


per un possibile dibattito si potrebbe cominciare da qui
http://pdsolbiateolona.blogspot.com/2012/02/quel-che-resta-di-solbiate.html
http://www.informazioneonline.it/LAY009/L00907.aspx?arg=1010&id=4773


Secondo noi sarebbe comunque meglio un bel PGT sovracomunale:
http://www.comuneolgiateolona.it/aree-tematiche/pgt-piano-di-governo-del-territorio
http://www.comune.gorlaminore.va.it/cittadino/guida_servizi/102/
http://www.comune.gorlamaggiore.va.it/default.cfm?channel=18
http://www.comune.marnate.va.it/?ID=1157


PS. non abbiamo trovato il PGT sui siti web di Solbiate e Fagnano :(

sabato 25 febbraio 2012

Niente cultura, niente sviluppo

Il Manifesto per una «costituente della cultura» lanciato la scorsa domenica dal supplemento culturale  de ilSole24ore forse mette finalmente l'accento su uno snodo cruciale della sfida che la classe politica e i cittadini di questo Paese devono affrontare, se fanno sul serio quando auspicano una ricostruzione economica e civile.


L'Italia attraversa una crisi grave ma possediamo un patrimonio culturale di inestimabile valore, una tradizione di creatività artistica e scientifica individuale abbastanza unica e un sistema di istruzione che ha certamente dei difetti ma continua a sfornare cervelli in grado di emergere quasi con facilità nei dipartimenti universitari stranieri, sia umanistici sia scientifici, o all'interno di enti internazionali, pubblici o privati, che producono o elaborano conoscenze, tecnologie, analisi economiche e politiche eccetera.



Ha senso che il Manifesto per la costituente della cultura venga lanciato dal principale quotidiano economico del Paese, ed è auspicabile che stimoli un serio e concreto dibattito per generare la consapevolezza diffusa di quello che serve all'Italia per riprendere, o forse intraprendere davvero, la strada di un rilancio prima che economico, morale o civile. Perché i due piani, oggi ne abbiamo anche le prove empiriche, non sono separabili e sono tenuti insieme dalla cultura.

Lettera dai ministri Ornaghi Passera e Profumo: è necessario tornare a investire 

 Gli investimenti nell'intero sistema educativo, inteso in tutte le sue componenti di sapere umanistico, di sapere scientifico e di sapere professionale, sono i pilastri per la nascita e lo sviluppo dello spirito di cittadinanza, della cultura dei diritti e dei doveri, del valore riconosciuto delle regole, della valorizzazione del merito. L'assenza di cultura del merito in molti campi genera ingenti costi, disincentiva l'impegno e incentiva la fuga dei migliori.

Nessuna società può farsi meritocratica senza una pubblica amministrazione efficiente, senza una politica capace di premiare l'impegno nel lavoro, l'assunzione consapevole di rischio, senza un sistema educativo di qualità capace di farsi prima leva di mobilità sociale.
Occorre restituire a ogni livello del sistema di istruzione, dalla scuola elementare all'università, una capacità di formazione di alto livello, che consenta e agevoli il ricambio delle classi dirigenti: è tempo di offrire un'istruzione di qualità, accessibile a tutti ma non per questo prigioniera di un egualitarismo mistificatorio e di facciata. È necessaria una profonda inversione di rotta rispetto alle politiche degli ultimi decenni, che hanno portato scuola, università e beni culturali a una crisi senza precedenti, e talora, occorre riconoscerlo, al vero e proprio collasso. La cultura e la conoscenza chiedono attenzione e partecipazione da parte dell'intera comunità e in primis dello Stato, chiamato ad assumere un ruolo di coordinamento e garanzia.
La nuova conoscenza si genera anche attraverso i cortocircuiti che avvengono nella rete sociale, si alimenta nelle interazioni che si sviluppano tra le persone, le piattaforme che mettono in comunicazione. Questa creazione di valore è libera e non imposta, è bottom-up e non top-down. Un Governo non può produrla dall'alto ma può generare le condizioni perché emerga: siamo chiamati a garantire che le reti funzionino, abbiamo la responsabilità di eliminare gli ostacoli all'espressione della creatività.
L'azione del Governo sta mobilitando tutti gli attori coinvolti nella produzione di cultura e conoscenza al servizio del Paese, liberando energie dei soggetti più indipendenti e creativi. Con questi intenti il Governo chiederà di armonizzare la propria azione anche alle istituzioni preposte al servizio pubblico della conoscenza: la Rai, l'università, la scuola, i musei e tutti i custodi attivi dei beni culturali italiani.
Lavoreremo con umiltà e passione al servizio dei nuovi protagonisti della creatività, non intervenendo direttamente ma garantendone lo sviluppo armonico. In questo senso, l'azzeramento del digital divide, la lotta a ogni forma di analfabetismo - condizioni per uno sviluppo sostenibile nell'epoca della conoscenza - sono impegni per il Governo, le istituzioni e tutti i concessionari di risorse pubbliche. Certo i tempi sono difficili e i mezzi scarsi, ma questi e non altri sono gli obiettivi del Governo. Non è una via semplice, ma siamo persuasi che sia l'unica in grado di garantire l'avvio di una stagione in cui riprenda il ruolo che merita una cultura di cittadinanza, che possa incidere profondamente sui processi della vita collettiva e della produzione di benessere. Su molti problemi, i nostri Ministeri hanno già iniziato a fare la loro parte con determinazione, in modo congiunto e coeso.

Lorenzo Ornaghi ministro dei Beni culturali
Corrado Passera ministro dello Sviluppo economico
Francesco Profumo ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca

sabato 18 febbraio 2012

Fabrizio De André


« ...pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra. 
»

Fabrizio De André nasceva a Genova il 18 febbraio 1940

Era conosciuto presso i suoi amici anche come "Faber", soprannome datogli dall'amico d'infanzia Paolo Villaggio e derivante dalla sua predilezione per i pastelli della Faber-Castell.

venerdì 17 febbraio 2012

Piccoli Central Parks crescono....(1)

Valle Olona, nasce su facebook il progetto stile Central Park:

 "Fondato poche settimane fa, il gruppo conta già più di 200 iscritti sulla bacheca del social network ognuno può dare il proprio contributo ma l'obiettivo è quello di passare al più presto dal virtuale, al reale, dando vita ad un progetto concreto che coinvolga cittadini, amministrazioni comunali, ente parco e anche le aziende attive nel fondo Valle. Un po' come è successo a metà del 1.800 a New York: da qui il nome del gruppo. Prima della riqualificazione, il parco statunitense era una semplice area verde abbandonata con la presenza di cave, avvallamenti, paludi e baracche abusive. Su spinta dei cittadini, il sindaco di allora fece un vero e proprio miracolo" qui l' articolo su La Provincia di Varese 

Invece dal blog  dell' architetto Sonia Piazzini una bellisima descrizione dello storico parco nel cuore di Manhattan:

"La vista dall'alto di Manhattan (quella che si può ammirare dal Top of the Rock, oppure sorvolando in elicottero l'area) è sensazionale e colpisce non tanto per i grattacieli, quanto per la loro assenza all'interno dei 340 ettari di verde (un rettangolo di 4 km × 800 m) di questo straordinario parco, forse il più famoso al mondo grazie alla sua comparsa in numerosi film e telefilm: prati lussureggianti, boschetti, laghetti e sentieri sinuosi, offrono ai newyorkesi quella giusta dose di natura di cui hanno bisogno. 
http://www.soniapiazzini.it/wiztr.gif
Anche se il parco sembra naturale, è tuttavia in gran parte opera dell'uomo. Realizzato tra il 1860 e il 1870 su progetto di Frederick Law Olmsted - uno dei primi architetti paesaggisti della storia - e dell'architetto inglese Calvert Vaux ai paludosi margini settentrionali della città, il parco è una vera e propria oasi urbana. Secondo Olmsted, il parco era 'di grande importanza essendo il primo vero parco di questo secolo, uno sviluppo democratico di altissimo rilievo'.
Le più importanti innovazioni nel progetto per Central Park furono le vie di circolazione separate per pedoni, cavalli e carrozze. Difatti le vie dedicate al traffico furono poste ad un livello ribassato rispetto al parco e semi nascoste, in modo da non distruggere lo scenario naturalistico creato. Il piano prevedeva ben 36 ponti, tutti disegnati da Vaux: da quelli fatti in materiale grezzo come l'ardesia di Manhattan o in granito, a quelli neo gotici in ferro, ma comunque tutti diversi. La strada lunga 9,7 km che circonda il parco oggigiorno è frequentata da ciclisti, persone che fanno jogging e pattinatori a rotelle.
Central Park, pur essendo un parco urbano, è caratterizzato da rilievi, collinette, rocce che contribuiscono a dare al parco un senso di luogo naturale; in realtà tra il 1860 e il 1873 ben 14.000 metri cubi di terreno agricolo furono trasportati dal New Jersey, sia perchè la terra presente sul posto non era abbastanza buona per sostentare le varie piante che dovevano essere piantate secondo il piano Greensward, sia per creare rilievi e zone collinari e dare al parco un andamento lievemente ondulato anziché piatto, fatto questo che ha ulteriormente permesso di differenziare, distribuendoli su livelli diversi, i percorsi pedonali dai percorsi destinati alle carrozze.

Tra i numerosi alberi di Central Park, si nascondono una schiera di opere d'arte, monumenti e statue. Immancabili la statua di Cristoforo Colombo, Shakespeare, Andersen e molti altri ancora, fino al Cleopatra's Needle (all'altezza della 82nd E St), l'obelisco donato agli USA dall'Egitto per il contributo dato alla costruzione del Canale di Suez.

Questo immenso parco nasce come luogo di svago per tutti i newyorkesi, indipendentemente da razza, ceto e religione. Ancora oggi questo grandioso parco costituisce uno dei maggiori richiami della città e attira frotte di newyorkesi che si recano qui per fare footing, andare in bicicletta, pattinare, fare una partita di baseball o dedicarsi ad un altro sport, rilassarsi su uno dei numerosi prati oppure assistere ai concerti gratuiti che si tengono al Great Lawn, portare i bambini allo zoo, il Central Park Wildlife Center, o godersi gli spettacoli del celebre festival annuale Shakespeare in the Park, presso lo spazio aperto del Delacorte Theater. Non dimentichiamo poi che Central Park è davvero di tutti e tutti possono improvvisare e coinvolgere in eventi musicali, danze, gare di pattini, breakdance e qualunque altra cosa sia divertimento, relax o improvvisazione.

Zone famose all'interno del parco

Great Lawn
Situato tra la 72nd e la 86th St., questo tappeto verde fu realizzato nel 1931 riempiendo un vecchio bacino idrico. Racchiude otto campi da softball, altri da basket e un percorso di ponti tra platani. Non lontano dal prato ci sono il Delacorte Theater (che ogni anno ospita il festival Shakespeare in the Park) e il suo Shakespeare Garden, il panoramico Belvedere Castle, il verde Ramale, abitato da molte specie aviarie e il Loeb Boathouse, dove noleggiare barche a remi. Al Great Lawn (''il meraviglioso prato'') si tengono performance musicali gratuite e i concerti all'aperto della New York Philharmonic e della Metropolitan Opera.

Sheep Meadow
Sheep Meadow è un'ampia distesa verde circondata da uno splendido panorama di grattacieli, che nei giorni di sole attira gli amanti della tintarella e del relax, i giocatori di frisbee, le famiglie con i pic nic. Il prato è così chiamato perchè alla fine del XIX secolo vi pascolavano le pecore.

Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir
Il bacino idrico che un tempo distribuiva acqua potabile agli abitanti di NYC, oggi è diventato uno splendido lago di ben 43 ettari di estensione, intorno al quale è stato realizzato un tracciato di 2,5 km per gli amanti del footing (attenzione, rispettate il senso di marcia).

Strawberry Fields
Dopo poco l'ingresso sulla 72nd St si arriva al leggendario Strawberry Fields, un'area di 1,2 ettari dedicata alla memoria di John Lennon. Questo angolo del parco era spesso frequentato dall'ex Beatle che abitava al Dakota Building, sull'altro lato della strada. Proprio qui fu colpito a morte da un colpo di arma da fuoco nel 1980. Ancora oggi sono numerosi i fan che gli rendono omaggio con fiori multicolori. Attualmente un cartello ringrazia la gentile donazione di 1.000.000 $ che Yoko Ono, moglie di Lennon, ha elargito al Central Park Conservancy per la conservazione del parco.

La terrazza
Ubicata alla fine del Mall a nord, di fronte a Bethesda Fountain e al Lago, la Terrazza (Bethesda Terrace) collega i percorsi carrabili a est e a ovest. Fu costruita tra il 1859 e il 1863 da Vaux in granito e arenaria che si è ispirato alla Orangerie al Palazzo di Versailles a Parigi.


giovedì 9 febbraio 2012

Giovani Talenti



dal Blog http://www.radio24.ilsole24ore.com/blog/nava/?p=906

Sarà un 2012 molto interattivo, quello che intendiamo proporre agli ascoltatori di “Giovani Talenti”. Nel corso dell’anno vi lanceremo numerose iniziative. 

Oggi vi sottoponiamo i risultati del sondaggio che abbiamo lanciato a fine 2011: “Tre idee per far ripartire l’Italia nel 2012 e renderla un Paese attrattivo per i giovani talenti, italiani e stranieri…“.

Queste le vostre risposte. Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno partecipato:

INIZIATIVA 21058 – SOLBIATE OLONA
1) Facciamo in modo che la speculazione sulle materie prime torni al suo ruolo naturale, e cioè quello di fornitore di liquidità al mercato, senza che sia la speculazione slegata dai fattori fondamentali a guidare i prezzi.
2) L’ Italia non può rinunciare alla Ricerca di Base:
3) Arte, Storia, Tradizioni e Cultura siano ricompresi nel PIL


GHERARDO
1) Detrazione fiscale delle spese ad un livello “appetibile” e contestuale abbassamento delle tasse. (Conseguenza: minori tasse e dunque tenore di vita più abbordabile per chi entra in Italia, e per tutti).
2) Unico stipendio per i dipendenti pubblici (conseguenza: più lavoro per tutti in molteplici settori lavorativi).
3) Partecipazione a bandi pubblici aperti a tutti e non solo a chi ha determinati requisiti. (esempio: il sottoscritto quale architetto o ingegnere, non può partecipare ad un concorso per un progetto pubblico di grandi dimensioni, in quanto non possiede il fatturato o ha realizzato opere simili (requisiti richiesti usualmente dai bandi di gara). Il figlio dell’architetto o ingegnere il cui padre possiede tali requisiti, può partecipare anche se è meno valido di me come professionista; in tal modo il mercato è drogato e tarato per le corporazioni esistenti, limita la concorrenza ed esclude i più validi a scapito del Paese. Migliaia di professionisti vengono dunque esclusi da importanti opere, ed il requisito di avere un professionista iscritto all’ordine da meno di 5 anni in caso di partecipazione in gruppo, non è che una bufala.

GUIDO
1) Meno burocrazia,
2) Regole semplici e chiare,
3) Concentrarsi su green energy, internet e agricoltura come in Germania

RENZO
1) Meno clientelismi vari;
2) Più sana meritocrazia;
3) Più rispetto delle regole.
  
FEDERICO
-Credito fiscale per 3 anni almeno a chi fonda un’azienda in Italia.
ROBERTA
1) Cultura del lavoro da rifondare (meritocrazia)
2) Liberalizzare le professioni (abolizione ordini professionali)
3) Riforma della giustizia (ritorno ad una vera ‘rule of law’, se c’e una legge va applicata e se non la si rispetta si paga con una pena vera).

STEFANO
-Io penso che la cosa migliore sia far ripartire l’economia, attraverso un adeguamento degli stipendi e meno costi per le aziende ai lavoratori.
  
DARIO
1) Semplificare la struttura normativa
2) Far rispettare le leggi.
Due azioni facili che potrebbero ridare credibilità al Paese e quindi attrarre risorse, anziché farle scappare.

Sergio Nava 

P.S. Un Grazie a tutti quelli che hanno partecipato al Barcamp di Solbiate Olona. Iniziativa21058)


mercoledì 8 febbraio 2012

...l'esistenza normale del Paese

   Un giorno nella vita dell'Italia 

  Un giorno nella vita dell'Italia    Un giorno nella vita dell'Italia       

Ogni anno, per 5 anni, decine di fotografi hanno fissato nello stesso giorno, l'esistenza normale del Paese, per «Sette» (il magazine del Corriere della Sera

Un giorno nella vita di un'Italia che prova a condurre un'esistenza normale, cioè la quasi totalità del Paese. Un giorno qualsiasi di gennaio, fermato ogni anno, per cinque anni, dall'obiettivo di decine di fotografi che hanno lavorato in simultanea per Sette 

Il risultato lo trovate nelle immagini di questa gallery:

 

 http://www.corriere.it/gallery/cronache/02-2012/Sette_Italia/1/giorno-vita-italia_e90c1ee4-4cf0-11e1-8838-1be80b480ae6.shtml#1

 

Un ritratto dolce e vero del modo d'essere italiani, dal 2008 al 2012. E italiani lo siamo con impegno, tra mille difficoltà, con il lavoro quotidiano di infermieri, maestri, restauratori, poliziotti, testimoni di giustizia, attori, persino astronauti. Gente che sente nel cuore l'appartenenza alla nostra storia contemporanea, nata con la forza del Risorgimento e cementata dalla guerra di liberazione.

Certo, la cronaca dell'oggi è a tratti demoralizzante. Il nostro sembrerebbe un Paese impegnato solo a sopravvivere a una crisi terribile che ha origini lontane. Un Paese che si modernizza con fatica, chiamato intanto a sopportare sacrifici importanti. Un Paese che non riesce a dare lavoro a un ragazzo su tre. La grande stampa internazionale si chiede come faremo a superare tutto questo. La risposta stiamo cominciando a darla, con atti significativi. Tenendo a mente quel che dissero un capitano di vascello americano (Stephen Decatur, 1812) e un senatore del Wisconsin (Carl Schurz, 1872): «È la nostra terra, giusto o sbagliato che sia».

Una terra che ha bisogno di tutti noi.


(Le immagini saranno in mostra alla Triennale di Milano dal 9 al 19 febbraio)


Nel novecentesco Palazzo dell'Arte, opera di Giovanni Muzio, ha sede la Triennale. Specchio della cultura artistica e architettonica italiana, la fondazione si occupa di Moda, Design e Comunicazione Audiovisiva. Durante tutto l'anno gli spazi di Viale Alemagna ospitano mostre, workshop e laboratori per scoprire e conoscere i maestri della creatività internazionale e valorizzare il talento di giovani emergenti. 
Al primo piano dell'edificio si trova il Triennale Design Museum
Le mostre sono a ingresso gratuito e a pagamento.

 

domenica 5 febbraio 2012

Destino di un Paese....


Nel 1931 Franco Monzini (che proviene da Upim) in via Torino 33 a Milano apriva la “S. A. Magazzini Standard”, denominazione modificata nel 1938 per volere di Mussolini in “Standa” (acronimo di Società anonima tutti articoli nazionali dell’arredamento e abbigliamento). La guerra non aveva fermato l’idea innovativa del patron di Standa e la rivista è la più viva testimonianza di quell’entusiasmo: nel decennio 1951-1960 vi si riporta la irresistibile conquista del primato commerciale italiano mediante un marchio che rimarrà impresso nell’immaginario collettivo del consumo degli italiani fino alla recente dissoluzione dovuta alla concorrenza globale.


Il supermercato Billa di Castellanza (ex-Standa) chiuderà i battenti.

Il gruppo tedesco Rewe-Billa, infatti, ha deciso che quel punto vendita, lungo la via per Busto, non rientra tra quelli che il marchio intende potenziare e sviluppare.
http://www.informazioneonline.it/LAY009/L00909.aspx?arg=1010&id=4416

In questi filmati dell' Istituto Luce la sua inaugurazione:

Sette G S0280 28/09/1971
"A Castellanza un mercato europeo". E' il Maxistanda, il primo ipermercato d'italia a dimensione europea. Comodi i servizi collaterali: dall'autolavaggio, al bar e ristorante, alla nursery con giochi per i bambini. 
http://www.archivioluce.com/archivio/jsp/schede/videoPlayer.jsp?tipologia=&id=&physDoc=67981&db=cinematograficoCINEGIORNALI&findIt=false&section=/

Radar 23/09/1971 
Italia - E' nata la "città degli acquisti"
http://www.archivioluce.com/archivio/jsp/schede/videoPlayer.jsp?tipologia=&id=&physDoc=74044&db=cinematograficoCINEGIORNALI&findIt=false&section=/

Radar R0458 23/09/1971
Italia - A Castellanza il primo ipermercato italiano
http://www.archivioluce.com/archivio/jsp/schede/videoPlayer.jsp?tipologia=&id=&physDoc=61076&db=cinematograficoCINEGIORNALI&findIt=false&section=/

La politica riuscirà a far qualcosa oltre ai soliti annunci

Speriamo che anche i nuovi Distretti Commerciali  non facciano la stessa fine o si riducano a questo:

 

Contribuisci a cambiare il destino italiano QUI

Concorso di Disegno e Fotografia: Gli amici, la bicicletta e la Valle Olona

G.S.SOLBIATESE               ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA              STELLA C.O.N.I.    per meriti sportivi        ...