venerdì 13 luglio 2012

Lottiamo insieme contro l'Ambrosia !


L'Ambrosia (Ambrosia artemisiifolia L., famiglia delle Composite) è una pianta erbacea importata dall'America settentrionale, nociva per la salute dell'uomo, per l'agricoltura e per l'ambiente. In Italia, l'ambrosia è stata introdotta accidentalmente nella zona del fiume Ticino ma si sta rapidamente diffondendo in tutta la Pianura Padana, come erba selvatica.
 
Minaccia per la salute pubblica e costo per la società
La diffusione dell'Ambrosia è un rischio serio per la salute delle persone, perché nel periodo della sua fioritura, tra fine luglio e fine settembre, può provocare forti allergie, non solo a causa del polline ma anche per semplice contatto diretto con l'infiorescenza. I fenomeni allergici si manifestano con la comparsa di segnali che vanno dalle semplici riniti allergiche ai più gravi disturbi respiratori e all'asma.L'Ambrosia non è l'unica pianta allergenica presente nelle nostre città; tuttavia, essa rappresenta una particolare minaccia per la salute delle persone, in quanto il suo polline è un allergene più potente di quello delle graminacee e la sua fioritura tardiva (che si verifica a partire da fine luglio) prolunga di almeno due mesi i problemi per le persone sensibili ai pollini.
Inoltre, l'Ambrosia è causa di allergia per una percentuale sempre maggiore di popolazione.Pertanto, la crescente diffusione dell'Ambrosia costituisce un costo sanitario e sociale che riguarda tutti, sia per l'aumento della spesa sanitaria legata a diagnosi e trattamento della patologia, sia per la spesa sociale dovuta alla temporanea riduzione della capacità lavorativa dei soggetti allergici e ai danni che essi subiscono in termini di inefficienza fisica e peggioramento della qualità della vita.
 
Minaccia per l'agricoltura
L'Ambrosia, che cresce spontaneamente come erba selvatica anche nei campi coltivati, è una malerba temibile nei terreni incolti e ritirati dalla produzione, nei terreni coltivati a cereali o a semine rade (in particolare, nelle colture di girasoli, rape da foraggio, fave e soia).
 
Minaccia per la natura
L'Ambrosia ha un forte potenziale di diffusione: una singola pianta può produrre da 3.000 a 60.000 semi, a danno di altre piante ed erbe benefiche. ATTENZIONE: il trasporto di materiali inerti (utilizzati nei cantieri, per la costruzione di nuove abitazioni, ecc.) può spesso veicolare semi di Ambrosia; anche le granaglie per uccelli contengono spesso semi di Ambrosia.

L' A B C per l'azione di controllo e prevenzione sul campo


A) COME RICONOSCERLA?
L'Ambrosia è un'erba annuale che, una volta maturata, può essere alta da 20 a 90 cm; ha radice legnosa a forma cilindrica e fusto eretto, disordinatamente peloso nella parte superiore. Le foglie sono triangolari o a forma ovale e molto frastagliate/divise; non hanno odore. I fiori sono poco appariscenti, giallastri o verdognoli.



ATTENZIONE: non confondere l'Ambrosia con l'Artemisia, pianta molto comune negli ambienti che ospitano anche l'Ambrosia. Pur essendo molto simili, le due specie hanno proprietà e caratteristiche differenti.
Pagina inferiore. Nell'Ambrosia la pagina inferiore della foglia è verde; nell'Artemisia è biancastra e leggermente vellutata.
Foglie. Nell'Ambrosia le foglie sono molto frastagliate e inodori; nell'Artemisia le foglie sono poco frastagliate ma, se sfregate, emanano odore intenso.

Ciclo vitale
Il ciclo vitale dell'Ambrosia si estende da aprile a ottobre, con variazioni dovute al clima: la germinazione e la crescita della pianta si può verificare a partire dal mese di aprile; la fioritura e la maturazione dei semi, invece, hanno luogo da fine luglio ad ottobre. L'Ambrosia non sopravvive al gelo; solo i semi di Ambrosia possono svernare e mantenere la loro "fecondità" per 40 anni.

B) DOVE SI TROVA?
L'Ambrosia cresce spontaneamente fino a una quota di 1.000 m s.m. e si trova più facilmente nei terreni aridi e con vegetazione rada; l'Ambrosia tollera anche i terreni salati ed è favorita, in generale, in tutti gli ambienti "disturbati" o ruderali, con terreno smosso o suolo nudo.
In particolare, l'Ambrosia si deve ricercare con attenzione nelle seguenti tipologie di terreno:
- ai bordi delle banchine stradali e autostradali;
- all'interno o ai margini di rotatorie e aiuole spartitraffico;
- nei terreni incolti o ritirati dalla produzione;
- nei terreni coltivati a cereali, soia, girasole, mais, barbabietole e nei terreni coltivati con altre semine rade;
- nelle aree verdi abbandonate;
- ai margini delle aree agricole e degli argini dei canali e dei fiumi;
- nelle aree adiacenti a ferrovie o tramvie;
- nelle terre smosse dei cantieri;
- nelle aree industriali dimesse e, in generale, in tutte le aree abbandonate;
- nelle aree dedicate a verde pubblico (parchi, giardini, ecc.).

C) COME COMBATTERLA?
Esistono vari metodi per contrastare la diffusione dell'Ambrosia e limitare la dispersione del suo polline; tuttavia, è importante sapere che un'efficace azione di prevenzione e controllo del fenomeno infestante richiede la collaborazione attiva da parte di tutti, enti pubblici e privati cittadini. Per questo, la conoscenza approfondita del fenomeno e la prevenzione sono fondamentali: l'informazione e la formazione sono il primo passo per poter prevenire ed intervenire.
Lo SFALCIO è considerato uno dei metodi di lotta più efficace (97% ca). Essendo poco costoso e facilmente praticabile su diverse tipologie di terreno, lo sfalcio è anche il metodo meccanico più utilizzato.
Il DISERBO è un altro metodo abbastanza efficace per il contenimento dell'Ambrosia (96% ca); tuttavia, non è facilmente praticabile da chiunque, perché presenta una serie di controindicazioni e problematiche legate al periodo dell'intervento, all'attrezzatura, alla dose di principio attivo utilizzato, ecc. Inoltre, se non si utilizzano diserbanti adeguati, questo metodo può risultare nocivo sia per l'uomo, sia per l'ambiente.
Il metodo più consigliato in letteratura è l'ESTIRPAMENTO, perché consente l'eliminazione pressoché totale dell'infestazione; ha però lo svantaggio di essere applicabile solo in caso di aree circoscritte e con poche piante di Ambrosia. D'altra parte, l'estirpamento - che consiste nello sradicamento manuale della pianta - è un metodo alla portata di tutti: non sono necessari strumenti o competenze particolari, solo la capacità di riconoscere la pianta infestante.

COSA POSSONO FARE I CITTADINI

- Non diffondere in alcun modo né i semi né le piante di Ambrosia artemisiifolia.
- In caso di rilevamento di Ambrosia su area pubblica, effettuare la segnalazione rivolgendosi all'Ufficio Ecologia (più avanti in questa pagina sono disponibili i recapiti dell'Ufficio Ecologia).
- Nelle aree private, estirpare la pianta di Ambrosia prima della fioritura, indossando guanti di gomma, poiché il semplice contatto epidermico può causare reazioni cutanee a persone sensibili. In caso di estirpamento di piante in fiore, è indispensabile indossare anche occhiali di protezione e una mascherina anti-polvere.
Per informazioni e consulenze è possibile rivolgersi all'Ufficio Ecologia.
- Le persone allergiche devono astenersi dalla manipolazione di piante in fiore.
- Le granaglie per uccelli contengono spesso semi di ambrosia; pertanto, chi ne fa uso è invitato a controllare con particolare attenzione il proprio giardino o altre aree verdi di sua proprietà.
- I proprietari e/o conduttori di aree agricole non coltivate, i responsabili di cantieri edili, i proprietari aree verdi urbani o industriali dismesse, i proprietari di orti, giardini, parcheggi e strade private sono invitati ad eseguire periodici controlli tra maggio e settembre. Si invitano inoltre questi soggetti ad effettuare periodici interventi di manutenzione e pulizia preventiva delle aree verdi di loro competenza, prevedendo almeno tre sfalci nei seguenti periodi:
I sfalcio: terza decade di giugno,
II sfalcio: terza decade di luglio,
III sfalcio: seconda decade di agosto.


ATTENZIONE: il materiale falciato o estirpato deve essere ben chiuso in sacchetti per l'immondizia e gettato insieme alla normale spazzatura, che verrà smaltita attraverso il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti e con procedura ordinaria. Non accumulare il residuo di sfalci ed estirpamenti insieme al secco-umido.

Cosa dovrebbero fare i Comuni

Monitoraggio e mappatura delle aree pubbliche infestate dall'Ambrosia: prosecuzione del monitoraggio del fenomeno infestante, al fine di effettuare una mappatura delle aree cittadine più colpite, anche attraverso il coinvolgimento attivo della popolazione. I cittadini possono effettuare le segnalazioni contattando l'Ufficio Ecologia.
Pulizia, sfalcio e diserbo delle aree verdi pubbliche: come tutti gli anni, all'incirca da aprile fino ad ottobre, il Servizio Serre procede ad attuare interventi di pulizia, sfalcio e diserbo delle aree verdi pubbliche infestate dall'Ambrosia. In attuazione dell'Ordinanza regionale n. 25522 del 1999, che prevede almeno tre sfalci periodici della pianta, tali interventi sono attuati ogni 15/20 giorni, anche sulla base della mappatura effettuata in passato dagli operatori e tenendo conto di eventuali nuove esigenze o segnalazioni. Si sottolinea che il prodotto utilizzato per il diserbo è l'unico autorizzato dal Ministero della Sanità per il solo diserbo in ambienti urbani ed extra-agricoli in genere: si tratta infatti di un prodotto totalmente biodegradabile ed innocuo sia per l'uomo sia per l'ambiente.
Campagna di informazione e comunicazione rivolta alla cittadinanza: realizzazione di una campagna informativa per diffondere conoscenze e informazioni sul fenomeno infestante e prevenire le patologie allergiche ad esso collegate, richiedendo anche la collaborazione attiva dei cittadini stessi.

La situazione potete leggerla su BlogOlona.com 
http://blogolona.valleolona.com/2012/07/con-lambrosia-dimenticata-anche-la.html

Approfondimenti:
 
Sito ufficiale dell' A.A.I.T.O. - Associazione Allergologi ed Immunologi territoriali ed ospedalieri


Sito ufficiale dell' AIA - Associazione Italiana di Aerobiologia





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