sabato 11 maggio 2013

Un altro cadavere nell’Olona

Dopo l' omicidio di Marinella, nel fiume Olona è stato ritrovato un nuovo cadavere:

 "Paola sorrise pensando al fiume rancoroso e intombinato che ogni tanto si prendeva una rivincita sulla città, ricordando a tutti, nonostante lo scempio che doveva subire, di essere ancora vivo. Aveva ragione Grandi, non si può intombinare una cosa viva. D’altra parte aveva scoperto che il nome Olona derivava dalla radice celtica Ol, che significa magnus, validus, ovvero grande, come l’uso che può farsi delle sue acque. E come i danni che può fare quando si incazza"


Torna Bruno Kernel, il detective per necessità più che vocazione , inventato da Fabrizio Canciani, in veste di spalla del comandante della Polizia Municipale Paola Martini, bella come una top model e determinata come un panzer. Il cadavere di un professore viene trovato nel fiume Olona, la prima ad occuparsene è Paola, anche se poi deve cedere le indagini ai Carabinieri di zona.  Lei però continua a seguire il caso, aiutata (si fa per dire) dal vecchio amico Bruno ed ex amante.  La storia mette a confronto due epoche: oggi e il 1919, quando un’epidemia di carbonchio causò numerose morti tra animali e persone. E anche quella volta il fiume, e il suo inquinamento, sembravano essere in parte responsabili dei decessi.
L’Olona, fiume misterioso, scuro, non si capisce neanche quanto sia realmente profondo... Intorno alle vicende portate avanti con una scrittura consapevole e piacevole, scorre un po’ di De Andrè, di blues e non solo. Del resto l’autore ha uno stretto legame con la musica (Marilù Oliva) a conferma ecco la sua bellissima canzone "Non c'è Milano:


Ascoltarla è come percorrere la città a bordo di un City Sightseeing alternativo. Ai turisti che visitano Milano viaggiando sopra quei bus rossi, scoperti, viene mostrato il lato più eclatante della città, quello monumentale, evidente. La canzone "Non c'è Milano" vuole invece mostrare quello che c'è e che non c'è, quello che c'era nel passato, quello che è rimasto ma non si vede se non con occhi attenti: il Campari spruzzato, il fiume nascosto, i pendolari, e così via. Ascoltare Milano ha fornito a molti artisti la possibilità di tramutare le immagini, le sensazioni, i colori sbiaditi, le abitudini, in monologhi e canzoni, senza retorica o nostalgia, perché Milano non è una città per dilettanti.

Delle belle recensioni sull Libro e sulle Canzoni le trovate qui:

 http://www.bielle.org/2013/LibriFil/AcquaChePortaVia_libro.htm

http://www.bielle.org/2009/PrimiAscolti/Rece_CovriCanciani.htm

Una Milano che ha nascosto "Il fiume buono con pudore / e nei tombini scorre lento il suo rancore"

PS. Una nota curiosa nel Booktrailer compare anche il nome del nostro Sindaco, ma non è tra gli indagati :)


 

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