venerdì 31 gennaio 2014

Primo risultato della Gioeubia


 (foto di Enza Zaccara )

Ieri sera è stata bruciata la Gioeubia a Solbiate e una delle richieste delle persone che hanno assistito all' evento sarà stato sicuramente quello di riavere il Dottore a Solbiate...subito esaudito

giovedì 30 gennaio 2014

Spegni lo spreco e Accendi la Cultura

Dalla sua fondazione Iniziativa 21058 sostiene due iniziative come Earth Hour  e M' illumino di meno , ma quest'anno siamo particolarmente soddisfatti in quanto alcuni amici hanno partecipato concorso di Caterpillar indetto per scegliere l'inno che sarà usato nel corso di tutta l'edizione 2014, e al secondo posto dopo, i La Marmaja di Rovigo, ci sono proprio loro: il mandolinista Carlo Aonzo, con Lorenzo Piccone (chitarra e voce) e Luciano Puppo (contrabbasso).

Il brano proposto dal trio savonese si chiama Mandol-inno e, manco a dirlo, il protagonista è il mandolino.



 e intanto cogliamo l' occasione per alcuni semplici accorgimenti sul risparmio energetico

L’AGENDINA VERDE DI M’ILLUMINO DI MENO
1 non c’è efficienza energetica senza ricerca. Più ricerca green = più lavoro
2 taglio emissioni: meno carbone, più energia rinnovabile
3 non lasciamo la pacchia del sole agli amici tedeschi
4 non buttiamo l’energia, cambiamo la rete di distribuzione
5 crediamoci: il nostro futuro è la green economy
6 vietato sprecare
7 ristrutturare e costruire eco-sostenibile
8 città civile
9 se non dividi la spazzatura bene sei ……..!
10 anche a piedi e in bici
IL DECALOGO DI M’ILLUMINO DI MENO
Buone abitudini per la giornata di M’illumino di Meno (e anche dopo!)
1. spegnere le luci quando non servono
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

mercoledì 29 gennaio 2014

Anche se farà freddo...

 ...non mancate a questi appuntamenti




Inoltre, il Partito Democratico solbiatese ha invitato gli elettori delle primarie per venerdì 31 gennaio, alle 21, presso la sala del Centro anziani, in piazza Gabardi (Chiesa del Sacro Cuore)
http://www3.varesenews.it/busto/newsletter-e-incontri-per-prepararsi-alle-elezioni-280943.html

martedì 28 gennaio 2014

Archeologia industriale in Valle Olona (parte 3)...o Futuro (parte1)

(foto di Paolo Pavanello)

Ieri in Regione è stato attribuito al Comune di Gorla Maggiore il Premio per l' Innovazione promosso da Legambiente, Fondazione Cariplo, Università Bocconi e molti altri. Il riconoscimento è stato dato per l'impianto di fitodepurazione e il Parco dell'Acqua annesso: un progetto che permette di ridurre le immissioni di inquinanti, di fare educazione ambientale e di risparmiare un po' di soldi per la depurazione. Una gran bella soddisfazione per il paese e tutta la Valle Olona.



Sostenibilità, intelligenza, bellezza: la via italiana all'economia verde è il tema su cui si sono confrontate le 151 realtà che hanno partecipato alla XIII edizione del Premio Innovazione Amica dell'Ambiente. Scopo del Premio è creare un contesto favorevole alla ricerca e contribuire alla diffusione di buone pratiche orientate alla sostenibilità ambientale, valorizzando quelle realtà che sappiano raccogliere le sfide dell'ambiente come valore e opportunità irrinunciabile di sviluppo anche economico e sociale. Il risultato del premio disegna i contorni di un’Italia che continua a investire e a rischiare nella creazione di nuovi prodotti (nonostante la crisi) e servizi per il cittadino e la collettività. Con il senno di poi, chi leggerà la storia di questi decenni, darà per scontato che le case avranno tetti solari, tetti verdi e tanti servizi in comune. Assodato che le auto e le moto saranno usate in condivisione, che gli autobus saranno ibridi o elettrici. Oppure che i prodotti e le fabbriche saranno molto efficienti, a basso consumo di materiali e a minima produzione di carbonio atmosferico (CO2 di prodotto). Come le innovazioni premiate.



lunedì 27 gennaio 2014

Archeologia industriale in Valle Olona (parte 2)

Dopo questa introduzione sul patrimonio industriale della Valle Olona
http://iniziativa21058.blogspot.it/2014/01/archeologia-industriale-nella-valle.html

Segnaliamo il numero 8 della rivista numero di “Patrimonio Industriale” dove si presenta un percorso per immagini del fotografo Maurizio Nimis dedicato alle testimonianze della cartiera Vita Mayer di Cairate e ad altri impianti storici sorti lungo il fiume Olona e la parallela ferrovia Valmorea.

Maurizio Nimis è nato a Bergamo nel 1967. Dopo aver portato a termine studi di indirizzo chimico biologico, ha cominciato a esercitare la professione di consulente aziendale per sistemi di gestione per la qualità, ambiente e sicurezza. Dal fascino delle fabbriche dismesse, fotografate al loro interno durante manifestazioni  artistiche e durante reportage pubblicati nel web, approda alla fotografia dei luoghi in abbandono. Per diversi anni intraprende quindi una serie di viaggi sempre più frequenti, prima in Italia, e poi in parte d’Europa, dedicandosi interamente a questo specifico soggetto.
Costruisce un proprio progetto web (www.derelicta.net) nel quale alcune delle immagini di questi luoghi sono pubblicate. Tratta inoltre tematiche dell’abbandono  nelle varie forme in cui si presenta ai nostri occhi e nella società. In un blog personale racconta di questi viaggi condotti con lo scopo di indagare i luoghi lasciati al loro destino.


venerdì 24 gennaio 2014

Archeologia industriale nella Valle Olona

In vista della ripresa economica tanto annunciata riproponiamo  il pieghevole di presentazione del "La fabbrica ritrovata. Archeologia industriale nella Valle Olona"  che propone un puntuale approfondimento storico tanto per non dimenticare. La mostra fu organizzata a cura dell'Università Popolare di Varese 1989 e l''esposizione era stata inaugurata domenica 4 marzo 2012, presso le sale del Casello 10 Bizzozzero-Gurone della Ferrovia della Valmorea, organizzato e promosso da Legambiente Lombardia, con il sostegno dei Contratti di Fiume regionali.




oltre a questo interessante articolo di Giuseppe Magini apparso su Lombardia Nord/est




insieme a quello scritto da Guglielmo Evangelista sempre per Lombardia Nord/Est




domenica 19 gennaio 2014

Giornata della Memoria - Il Labirinto di Carta


Amministrazione Comunale, ANPI e Iniziativa21058 
per la Giornata della Memoria Patrimonio morale di tutti i cittadini
invitano tutta la cittadinanza all' incontro
Domenica 26 alle 15 presso il Centro Socio Culturale di Solbiate Olona
  con la Dott.ssa e scrittrice Anna Maria Habermann
 autrice del libro Il Labirinto di carta
Viaggio della memoria attraverso le lettere di una famiglia scomparsa ad Auschwitz
a cui seguirà  la proiezione del film documentario "Holtak Orszaga (Terra di morti)"


“Nel titolo compaiono parole che mi riguardano: infatti sono l’ultima discendente della famiglia Hábermann, unica possibile voce narrante di una storia che, senza le mie ricerche e la mia testimonianza, sarebbe rimasta sepolta nel silenzio che l’ha sempre circondata.
Una storia che mi è caduta addosso come un macigno, inattesa e travolgente, dopo la scomparsa dei miei genitori. Era il 1985 quando nel doppiofondo segreto della cassaforte di casa ritrovai alcuni documenti che sollevavano il velo sul passato della mia famiglia. Per me, figlia unica, nata da una coppia cattolica, fu uno shock scoprire quante cose ignorassi su mio padre. Non riuscivo a capacitarmene. Mi pareva impossibile essere stata tenuta all’oscuro di tutto ciò che – più che comprendere – intuivo da certi foglietti scritti in ungherese, lingua che non avevo mai imparato. Brevi missive con lo stemma della Croce Rossa indirizzate a papà, firmate da sua sorella, zia Inci. L’aver scoperto dall’incartamento del Ministero della Razza che mio padre era sulla lista delle persone da espellere dall’Italia per le sue origini ebraiche – fino a quel momento a me ignote – faceva sì che le parole “deportálásból, deportálva” assumessero un significato sinistro.
Fu così che si spalancò davanti ai miei occhi il sipario su un dramma di cui non avevo avuto sentore, né fra le mura di casa, né fuori di esse. Ero costernata, incredula. Mi scontravo con una drammatica realtà che non avrei mai immaginato potesse essere così vicina a me...
Iniziai a pormi domande a cui nessuno poteva rispondere, tranne zia Inci che viveva oltre la cortina di ferro e che, fino ad allora, avevo incontrato solo due volte. Nel 1986 andai in Ungheria a trovarla. Speravo che potesse illuminarmi su vicende di cui, prima di scoprire le carte, non sapevo nulla: né che mio padre fosse ebreo e che per questo fosse stato perseguitato anche in Italia, né che avesse avuto un’altra moglie prima di sposare mia madre, né che da questo primo matrimonio fosse nato un figlio, Tamás, il fratello che non ho mai conosciuto, anche lui vissuto a Busto per qualche anno... Volevo sapere da lei quale fosse stata la sua sorte e quella dei nonni, ma ero impreparata al suo terribile racconto. La tragica logica delle persecuzioni razziali aveva travolto tutti in Ungheria, tranne la zia, unica sopravvissuta allo sterminio della famiglia. Purtroppo neppure lei seppe dirmi quale fosse stato il destino di Tamás, scomparso dal ghetto di Baja a quattordici anni, senza lasciare alcuna traccia di sé. Non sopportavo il pensiero di tanto dolore, di tante vite distrutte, così vicine a me e così lontane, perse per sempre. Una volta tornata a casa rinunciai a ogni ulteriore ricerca. Ma la mia discesa negli inferi era solo rimandata. Trascorsero altri quindici anni prima che mi decidessi ad affrontare il mistero del silenzio con cui i miei genitori avevano tentato – invano – di proteggermi..”


*Anna Maria Hábermann è nata in Italia da padre ungherese e da madre italiana. Dopo gli studi classici si è diplomata in pianoforte, ha conseguito la laurea in medicina e chirurgia, specializzandosi in ortopedia e traumatologia. Collateralmente alla professione di medico, ha tenuto corsi di fisiopatologia per musicisti all’Accademia pianistica di Imola, sviluppando brevetti ergonomici applicati alla musica. Da un decennio si dedica a ricerche storiche sull’Ungheria del XX secolo. Nel 2001 con «L’ultima lettera per Tibor» (La Giuntina, Firenze) ha vinto il primo premio assoluto al III concorso «Mario Tobino». Nel 2009 ha pubblicato «Tamás könyve» (Kieselbach, Budapest), libro documentario dedicato al fratello. Con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Busto Arsizio e dell’associazione Italia Israele Varese-Alto Milanese, ha pubblicato «Il labirinto di carta» (Proedi Editore, Milano).


"Un venerdì sera fui invitata a uno Shabbat, ospite di amici in Toscana.
Da laica qual sono, osservavo in silenzio gli uomini raccolti in preghiera. Fui scossa da un brivido ascoltando il cantore, un anziano polacco che salmodiava in yiddish. Quella voce proveniva da un mondo di atmosfere familiari. La tavola imbandita, le candele accese. Un rito antico, che richiamava altri riti... Il pane spezzato. Il sale. Il primo calice di vino. Mi rividi bambina sulla soglia del tinello, poco prima di cena. Non vista, osservavo mio padre in piedi accanto al tavolo che spezzava e salava il pane, spiegando alla mamma che nonno Andor lo benediceva nello stesso modo davanti a nonna Malvina.

Solo allora mi accorsi di aver sottovalutato le dissonanze che avevano punteggiato la mia infanzia. La mancata percezione del dolore, che con la mia sensibilità avrei forse potuto intuire, mi spinse a cercare le tracce dei miei nonni e di Tamás negli archivi di tutto il mondo... E oggi -per ricordarli- ho scritto due libri: «Tamás könyve» dedicato a mio fratello, pubblicato in Ungheria da Kieselbach, e «Il labirinto di carta», pubblicato da Proedi, dove i nonni e Tamás e la zia tornano a vivere attraverso le lettere recuperate in un vecchio baule, unica testimonianza delle loro esistenze."

[Tratto da: Anna Maria Hábermann, «Hábermann, ultima testimone del silenzio» in «Il palcoscenico», Busto Arsizio (Varese), edizioni associazione culturale «Educarte», anno III - n. 1 (gennaio-febbraio 2010), pp.4-7]




Milan, the 1990s. Anna Maria Habermann’s mother dies. Looking through the legacy of her  parents, she finds some official documents and letters. Reading them, she learns at the age of 50, that her father had  another family at a Southern Hungarian town, Baja, that she had a brother, and that her father was a baptized Jew. From  the letters it turns out that her father wanted to take the little boy, Tamás to Italy, but there were always obstacles in the way – and then came 1944. The boy was deported. Anna Maria travelled to Hungary to find her roots.

sabato 18 gennaio 2014

Gloriosa e storica maglia biancoverde

In una vecchia intervista  Emilio Saporiti, presidente del G.S.Solbiatese , affermava: Una delle cose che ci ha colpito è il grande attaccamento dimostrato alla gloriosa e storica maglia biancoverde, creando un gruppo invidiatoci dalle altre società e oltremodo stimato da osservatori e tecnici federali'.





"I bei ricordi sono i materiali usati per rendere solido e flessibile il palazzo della vita così che tutto non crolli anche durante i terremoti". Questa frase è di un ex-corridore, avversario e amico. Speriamo...

Sulle sponde del fiume invisibile

Ricordiamo questo Progetto: Sulle sponde del fiume invisibile
Memorie e tradizioni intorno a mulini, agricoltura e industria della Valle Olona

Si tratta di un progetto di ricerca storica ed etnografica che intende recuperare e valorizzare il patrimonio culturale tradizionale di questa valle lombarda: prima ricognizione sulla comunità e sul territorio dove è in corso una radicale e innovativa trasformazione e riqualificazione ecologica, ambientale e paesaggistica.
La ricerca ha permesso di raccogliere documentazione e storie di vita, con particolare attenzione per il linguaggio e la memoria immateriale e materiale su: competenze tecniche relative alle gestione delle acque (bocche idriche, gestione piene ecc.) e al funzionamento di un mulino (recupero del lessico del mulino); trasformazioni dell’agricoltura, dell’allevamento e delle nuove coltivazioni; storie di impresa e di lavoro.
La ricerca sul campo ha prodotto 15 videointerviste a gruppi omogenei di testimoni: responsabili e tecnici del Consorzio, mugnai e proprietari di mulini, imprenditori agricoli (zootecnia – allevamento vacche da latte e suini da carne; agricoltura biologica), imprenditori industriali (industria plastica, macchine per caffè, tessitura e lavorazione filati). 
Un mosaico di testimonianze, esperienze, vocabolari, tecnicalità, storie che  intende restituire un mosaico di voci parlate e scritte e di immagini che illustrano la storia e l’attualità di questo fiume lombardo (il lavoro agricolo e manifatturiero, la storia imprenditoriale ma anche la storia del prodotto, la relazione con la valle che ha accolto la prima industrializzazione italiana, il legame con le prime manifatture, le attività molitorie, l’urbanizzazione, le migrazioni, industrializzazione e deindustrializzazione, la gestione della acque, l’irrigazione, piene, alluvioni ed emergenze ecc.).
Le potete leggere qui http://www.terredolona.it/

CATEGORIE R.E.I.L. Saperi tecnici TEAM DI PROGETTO Legautonomie Lombardia, Consorzio Fiume Olona COMUNITA’ COINVOLTE Comuni della Valle Olona

Elenco dei beni da mappare e tutelare nel futuro Ecomuseo della Valle Olona

Prima di partire per la sua nuova avventura (con tantissimi in bocca al lupo), Alberto Pala  ha lasciato al futuro Ecomuseo della Valle Olona un altro dei suoi grandiosi contributi, l'elenco dei beni da mappare e tutelare



Naturalmente chi ne avesse degli altri da segnalare, si faccia avanti

giovedì 16 gennaio 2014

Non ci crederete...


                                           ...ma questo è il nostro piccolo Paese   

mercoledì 15 gennaio 2014

il Falò delle Vanità

segno funesto per il 2013 che iniziava


infatti così è stato,  Solbiate ha visto precipitare la situazione poltica comunale con scontri all' arma bianca, sparire realtà come la Protezione Civile e forse un ' istituzione sportiva come il GS Solbiatese, senza dimenticare il Parco.

Anche quest' anno sembra che ci sarà il  Falò della Gioeubia per sicurezza consigliamo una gita domani a Varese per il Falò di Sant' Antonio e di lanciare nel grande falò un biglietto con un bel proposito : che a Solbiate il Falò si trasformi in un bel Falò delle Vanità .

martedì 14 gennaio 2014

L' unione indissolubile del patrimonio storico e artistico e del paesaggio

Condividendo il suggerimento proposto da Stefano ,  proponiamo delle altre letture sempre in tema:


Nel 1948 la la Costituzione con l' articolo 9 ha sancito solennemente l'unione indissolubile del patrimonio storico e artistico e del paesaggio, e ha trasformato in progetto il ruolo etico e politico che questa unione ha giocato nella storia d'Italia. Le interpretazioni della Corte costituzionale hanno ampliato ancora questa visione originalissima, prendendo coscienza che il primo e più essenziale bene comune è l'ambiente, la cui tutela in nome dell'interesse pubblico è condizione essenziale per la stessa esistenza di una democrazia moderna.  Qui potete leggerne la premessa

Sempre oggi Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario al ministero dei Beni Culturali,  invitava a leggere il puntuale ritratto del nostro Paese e del suo rapporto con la cultura e i beni culturali tracciato da Dacia Maraini nella sua rubrica sul Corriere della Sera “il sale sulla coda”.
All’estero siamo ancora considerati un Paese ricco di cultura, di  “grande bellezza” (lo testimonia la vittoria del Golden Globe del film di Paolo Sorrentino) e di beni culturali di valore inestimabile.
All’estero, appunto. In Italia leggiamo ogni giorno e affrontiamo con indifferenza i monumenti che vanno in pezzi, i siti archeologici abbandonati, fenomeni di vandalismo e incuria e trascuratezze e speculazioni che portano soldi nelle tasche di pochi e distruggono quello che è non solo di tutti gli italiani ma che, in molti casi, è patrimonio di tutta l’umanità. Un patrimonio che in Italia troppo spesso diamo per scontato o consideriamo inutile perché non porta crescita, posti di lavoro e occupazione. Niente di più sbagliato! LEGGI L’ARTICOLO DI DACIA MARAINI



domenica 12 gennaio 2014

il Capitale Umano

In un paesotto il cui nome finisce in "ate", come Solbiate, è ambientato questo bellissimo film di Paolo Virzì tratto dal thriller di Stephen Amidon, ambientato in origine nel Conneticut. Aldilà delle inutili polemiche, come dice anche il Sindaco di Varese, viene in realtà rappresentata  l’ipocrisia del nostro tempo, ma noi crediamo che contenga anche un messaggio importante per il nostro futuro



da DoppioZero.com

...Sono proprio i ragazzi, con il loro cerchio, a dare al film un senso diverso, a determinare una lettura positiva della storia. Nonostante l’incidente, nonostante il cinismo degli adulti, nonostante il loro infantilismo, sono infatti le figure giovanili a dare nerbo e sostanza alla trama, e soprattutto ai suoi significati. L’interpretazione degli attori, che li incarnano sullo schermo, è meno stereotipata di quella degli adulti, più energica, più spontanea; il racconto prende forza e passione dalla loro presenza in scena.


Serena con il suo casco e la moto – non uno dei soliti motocicli oggi in circolazione, ma una vecchia moto – è lo spago che lega tutto. Lei è vera, non i genitori. Ha le idee chiare, vede bene di che pasta sono fatti i grandi. Ama, fedele e attenta. Personaggio positivo...

...inoltre lo scrive anche la nostra amica Marilena 

lunedì 6 gennaio 2014

Valle Olona o Palestina ?

 

 
La natività [ Presepe vivente @calimali] foto di Rosy Battaglia 



 Il Presepe vivente della Boschessa in trasferta a Solbiate !
Foto di Ida Galli e Franco Zito


 e per finire Gorla Minore


 http://prolocogorlaminore.blogspot.it/2014/01/rievocazione-re-magi.html

sabato 4 gennaio 2014

Nella Calza della Befana vorremmo...

...un Fiume e una Valle sempre così


(Foto dell' amico Paolo Pavanello )


PS...anche grazie a nuove tecnologie per i suoi depuratori, riprendiamo così da Wired una nuova proposta per il Nostro Fiume Olona: Dalle acque di scarico ai batteri, dai batteri all’elettricità, dall’elettricità al metano: ecco come funziona uno dei sistemi più evoluti per la produzione di energia pulita




Si chiama elettrometanogenesi, un parolone che scomposto significa: generazione di metano a partire delle acque di scaricoper produrre energia. Altro non è che una sequenza di azioni biologiche e chimiche che avvengono dentro un reattore (appunto) bio-elettrochimico: l’acqua sporca viene qui convogliata e appositi batteri ne ingeriscono la spazzatura organica. Si tratta di batteri cosiddetti elettrogenici, capaci cioè di trasferire in modo diretto elettroni da una specie chimica all’altra, e che innescano qui la reazione per la sintesi di metano. Questi i segreti di EcoVolt, un sistema progettato nel 2006 al Mit di Boston, che è appena diventato una promettente realtà commerciale e che rappresenta per molte industrie un passo concreto verso la sostenibilità . (Credits: Ann Kellan, Science Nation)

Concorso di Disegno e Fotografia: Gli amici, la bicicletta e la Valle Olona

G.S.SOLBIATESE               ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA              STELLA C.O.N.I.    per meriti sportivi        ...