domenica 29 novembre 2015

L'Olona per ora entra in città... e non in Valle Olona

 Si è tenuto venerdì 25 novembre il quarto incontro pubblico del progetto "L'Olona entra in città", “Costruire la biodiversità fra Rho e Pregnana M.se” organizzata dal Comune di Pregnana M.se, il Comune di Rho e Legambiente Lombardia. 


In programma, la presentazione degli interventi di riqualificazione ambientale preliminari e definitivi previsti nell'ambito del progetto sui territori di Rho e Pregnana Milanese. L'appuntamento era dedicato in particolare alla divulgazione al pubblico dei lavori che verrano avviati all'autunno 2016 e fa parte di un processo di informazione e concertazione con la popolazione.

Oggi l'Alto Milanese e il Basso Varesotto rappresentano senza dubbio aree caratterizzate da una importante densità di insediamenti abitativi e produttivi d'Europa, con gradi di urbanizzazione che rendono particolarmente prioritaria quanto complessa la sfida di salvaguardare e, ove possibile, ripristinare le connessioni ecologiche, in molti casi smarritesi per la pervasività delle presenze insediative e infrastrutturali. Insediamenti sono progressivamente sorti volgendo sempre più le spalle al fiume, che nel frattempo è divenuto inquinato a livelli intollerabili, anche se negli ultimi anni si segnalano primi significativi miglioramenti dello stato ambientale delle acque. Ciò consegue ad azioni virtuose per quanto tardive: dalla realizzazione di nuovi impianti di depurazione, al miglioramento del grado di allacciamento delle utenze industriali e domestiche, ad alcune azioni anche innovative (sebbene estremamente episodiche) di governo delle portate di supero delle opere di collettamento. Ma è anche conseguenza, molto meno virtuosa, dei processi di deindustrializzazione per la delocalizzazione o chiusura di attività produttive in un contesto globale di crescente competizione dei mercati. Sebbene i carichi inquinanti risultino in progressiva riduzione, siamo ancora lontanissimi dai livelli di qualità delle acque superficiali previsti dalla attuazione della Direttiva Europea 2000/60, ed al momento anche il perseguimento dei più realistici obiettivi posti dal Piano Tutela Acque della Regione Lombardia, che prevedono un livello di qualità 'sufficiente' da raggiungere entro l'anno 2015, appare tutt'altro che scontato. Ciò non toglie che il fiume abbia visto riaffacciarsi popolamenti di fauna acquatica inimmaginabili fino a pochi decenni fa, sia per quanto riguarda i popolamenti ittici che per l’avifauna legati all'ambiente fluviale e perifluviale: si tratta di segnali che la popolazione inizia a cogliere e che richiedono di essere fortemente assecondati rendendo più 'attraente' l'ambiente fluviale, per superare la rimozione di cui l'Olona ha sofferto negli ultimi decenni, al fine di indurre la partecipazione a quelle scelte che richiedono che il fiume torni ad affacciarsi nel discorso pubblico, non più solo come “sporco problema”, ma come risorsa.
Alla criticità legata all'inquinamento si sommano quelle legate all'estrema artificializzazione del bacino e degli ambiti perifluviali, in termini di impermeabilizzazione del suolo (soil sealing) e irrigidimento idraulico del corso d'acqua: un quadro che pone allarmanti interrogativi circa la tenuta del sistema fluviale e territoriale a fronte della ricorrenza di eventi climatici calamitosi, inevitabili per quanto rari e imprevedibili nel loro puntuale insorgere. Non si può infatti fare a meno di considerare la possibilità di eventi pluviali che, per intensità, ampiezza e durata, generino fenomeni alluvionali estremi, i cui effetti verrebbero inevitabilmente amplificati dall'impermeabilizzazione di vaste superfici, generando impulsi di portata non gestibile, né nei naturali spazi di compensazione del reticolo idrografico, né all'interno dei sistemi artificiali di regolazione (canali scolmatori, aree di laminazione ed espansione) realizzati recentemente ai fini di protezione idraulica. La sicurezza idraulica del territorio e delle popolazioni costituisce ovviamente un presupposto di qualsiasi progettazione che investa ambiti perifluviali. Se da un lato occorre monitorare e mantenere le necessarie opere di protezione, d'altro canto non è immaginabile la gestione del rischio impostata semplicemente sull'innalzamento del livello di protezione dal corso d'acqua: occorre invece agire, a livello di governo del territorio e di regole costruttive, per aumentare la permeabilità del territorio, in ogni caso preservando le superfici ancora libere.
In un contesto così difficile la creazione di una connessione ecologica diventa una vera e propria sfida tanto più che nemmeno le aree di pertinenza del fiume sono più sufficienti a garantire una pervietà. Ne sono la prova le indagini svolte durante lo studio di fattibilità propedeutico a questo progetto sull’area vasta che evidenziano come la connettività territoriale Nord-Sud non si realizza lungo l’asta dell’Olona, bensì attraverso una fitta matrice di aree di appoggio alle core areas principali rappresentate da territori tutelati dai Parchi Locali, aree di pertinenza dei canali, aree boscate e aree agricole. Non si deve più parlare di “corridoio” ecologico, ma di “rete” ecologica intesa non nella sua accezione programmatica, ma di realizzazione.
In questo discorso generale di presidio territoriale, riqualificazione fluviale e ricucitura della “rete” ecologica, appare fondamentale il ruolo del Parco Locale del Basso Olona. Questa realtà, che però ancora fatica ad affermarsi, tutela gli spazi aperti e la naturalità dei luoghi, pur non riuscendo ancora ad ottenere un’azione di intervento decisiva sul territorio stesso che presenta frammentazioni importanti, degrado e una pronunciata banalizzazione. Il presente progetto ha dunque l’obiettivo di connettere, deframmentare e potenziare gli elementi principali di questo ambito della Rete Ecologica Regionale al fine di migliorare e conservare la biodiversità e la naturalità dei luoghi.
Le aree di intervento del progetto sono localizzate lungo i varchi e i potenziali corridoi ecologici che connettono il Parco del Roccolo a Nord-Ovest e il Parco Agricolo Sud, nel particolare ambito del “Parco dei Cinque comuni”.
Si intende affrontare in maniera efficace il problema della frammentazione degli areali e della perdita di biodiversità nello specifico con interventi lungo i varchi di connessione. Sono previste inoltre azioni di formazione e divulgazione per responsabilizzare amministratori e cittadini sull’importanza della rete ecologica e della conservazione della biodiversità.

Il progetto ha come finalità l’ampliamento e il consolidamento ambientale dell’area succitata mediante le seguenti strategie:
  •  Miglioramento dei presidi naturali (boschi, elementi lineari) dell’area;
  •  Potenziamento delle aree di presidio della biodiversità;
  •  Realizzazione e potenziamento di corridoi e varchi ecologici;
  •  Valutazione degli effetti degli interventi tramite la programmazione di monitoraggi faunistici, vegetazionali, idrologici;
Progetti presentati:
http://lombardia.legambiente.it/contenuti/progetti-e-azioni/l-olona-entra-citta-ricostruzione-del-corridoio-ecologico-fluviale-nel-0

Raccolta foto (di Elisabetta Amariti, Marco Pezzetta e Laura Zamprogno):
https://www.flickr.com/photos/124646128@N06/albums/72157661704548545



Tutto questo mentre in Valle Olona si procede a piccoli passi e molte contraddizioni



Concorso di Disegno e Fotografia: Gli amici, la bicicletta e la Valle Olona

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