lunedì 18 gennaio 2016

La Ciclovia Olona Lura vuole porsi al servizio dello sviluppo turistico

L’INTEGRAZIONE DEL SISTEMA TURISTICO 

L’integrazione del sistema turistico locale con laLOCALE CON LA CICLOVIA OLONA LURA APPARE COME UNA DELLE PRIORITÀ  SULLE QUALI PUNTARE PER INCREMENTARE LA VOCAZIONE TURISTICA DEI TERRITORI ATTRAVERSATI. NEI TERRITORI DELL’OLONA LURA, ESCLUDENDO I CAPOLUOGHI, SI CONTANO OLTRE 1 MILIONE DI TURISTI CHE POTREBBERO INCREMENTARE LA LORO ESPERIENZA FRUITIVA ATTRAVERSO L’UTILIZZO DELLA BICICLETTA.

La Ciclovia Olona Lura vuole porsi al servizio dello sviluppo turistico che si auspica sempre più fortemente in Lombardia, a livello regionale e locale. Il territorio interessato dalla Ciclovia Olona Lura ha in realtà una rilevante vocazione turistica, basti pensare che nei comuni interessati si rileva una presenza turistica annuale di 11.651.635 (Sisel, 2013), ovvero più di un terzo (34,31%) delle presenze turistiche della Lombardia. Come prevedibile è presente una grande polarizzazione del turismo verso le città capoluogo considerate (Milano, Varese e Como). Se escludiamo queste polarità la presenza nel territorio considerato scende sino a  1.042.299 (Sisel, 2013), ovvero solo il 3.07% delle presenze turistiche in Lombardia. Per gran parte si tratta di turismo “business”, di visitatori che sfruttando le ottime connessioni del territorio con Milano e gli altri capoluoghi, prediligono soggiornare nei paesi periferici, godendo di prezzi vantaggiosi e di un ambiente tranquillo.
Una disparità quella tra capoluoghi ed aree provinciali certamente prevedibile, datoa la grande attrattività di Milano, Varese e Como. Un’analisi del territorio qualitativa, e quando possibile quantitativa, rivela un certo interesse verso gli altri ambienti periferici. Nuclei storici, paesaggi, patrimoni culturali che non riescono a divenire turistici, spesso per la scarsità d’infrastrutture, ma soprattutto per la mancanza della capacità nel “fare sistema”. In questi “luoghi di mezzo” anche se non esistono flussi turistici, si potrebbe costruire, però, un sistema turistico per potenzialità di crescita individuate da un piano di sviluppo concertato tra settore pubblico, aziende profit e soggetti no profit. Il cicloturismo è foriero di molte opportunità per i territori che attraversa, valorizzandone diverse componenti.
Nonostante la limitata attitudine, escludendo i capoluoghi, del territorio Olona Lura verso il settore turistico, i numeri di visitatori dei principali beni interessati dalla futura Ciclovia sono incoraggianti e denotano una polarità funzionale alle connessioni ciclabili:
  • Parco Archeologico di Castelseprio ha avuto 16.909 visite nel 2014
  • Monastero di Torba gestito dal FAI ha avuto tra le 15.000 e le 20.000 visite nel 2013
  • Collegiata di Castiglione Olona, 9.670 nel 2014
  • Museo dell’Alfa Romeo di Arese, nei primi tre mesi di apertura (2015) ha registrato 20.000 visitatori.
  • Villa Arconati di Bollate, circa 30.000 visite annuali
  • Santuario di Saronno, circa 9.000 visite nel 2015 (sino a novembre)
  • Museo Cavallo Giocattolo, circa 8.000 visite nel 2015, oltre ad altrettante 8.000 visite nel periodo natalizio perciò a cavallo con l’anno successivo.
  • Museo Archeologico Guido Sutermeister di Legnano, 4.500-5.000 presenze (incluse scuole, convegni ed altre iniziative).
  • MILS – Museo delle Industrie e del Lavoro del Saronnese,circa 900 visitatori annuali.
A questi bisognerebbe sommare i visitatori di altri beni. I dati turistici annuali del Monastero di Cairate non sono disponibili data la recente riapertura, così come quelli di altri beni (Villa Litta,Santuario di RhoBosco WWF di VanzagoVilla Erba, ecc…).
Considerando che, monumenti e musei di rilevanza internazionale e con una accessibilità specialmente favorevole come la Pinacoteca di Brera ed il Cenacolo Vinciano a Milano ottengono rispettivamente 270.000 e 400.000 visitatori all’anno ed il Sacro Monte di Varese(Patrimonio Unesco) richiama all’incirca 100.000 visitatori all’anno, si percepisce come i patrimoni del territorio Olona Lura possano avere, con una valorizzazione turistica sistemica ed integrata, delle interessanti potenzialità di crescita.
La ciclovia in questo senso avrebbe un duplice ruolo quello di “attrazione turistica” e di “infrastruttura turistica” per diversi target turistici. La dorsale ciclabile dovrà essere capace di attrarre cicloturisti, ma anche collegare in maniera sostenibile le principale risorse del territorio creando una rete tangibile ed intangibile, al servizio dei vari target turistici. “Un sistema turistico locale nella quale anche i comuni con poche strutture ricettive alberghiere o extralberghiere possano collegarsi a comuni con diversa dotazione con cui scambiare beni e servizi, perchè, insieme, si otterrà il vantaggio competitivo alla destinazione. La logica di sistema è aperta, basata sullo scambio ripetuto e costante di informazioni, beni e servizi, integrate da piccole vittorie che testimoniano le intenzionalità collaborative” (Costa N., 2006).
a cura di Alberto Pala

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