venerdì 26 febbraio 2016

Cinquantunomilacinquecentosettantasette


Una  proposta molto interessante



Cinquantunomilacinquecentosettantasette. Non si tratta di uno scioglilingua e neppure di una cifra tirata a caso. Potrebbe invece diventare una scommessa importante per la Valle Olona- La più importante da tanti anni a questa parte e di conseguenza soggetta a una dose di rischio non comune. Per questo, con una posta in gioco decisamente alta in caso di successo. A questo numero si arriva sommando gli abitanti dei sei paesi dell'area Medio Olona. Rispettivamente, 12.410 Olgiate Olona, 12.339 Fagnano Olona, 8.555 Gorla Minore, 7.686 Marnate, 5.564 Solbiate Olona e 5.023 Gorla Maggiore.

Non si tratta solo di un esercizio matematico. Sono le premesse per una potenziale svolta a diversi livelli nella vita dei diretti interessati. A conti fatti, con un bilancio positivo. L'idea è riprendere una voce che ogni tanto passa per la zona, senza per la verità essere mai stata presa in seria considerazione. Fare di questi sei paesi un unico Comune. Uniti ormai da diversi anni a vicende alterne in diversi progetti condivisi, molto simili per organizzazione, esigenze e iniziative, invece di proseguire in ordine sparso su strade parallele per arrivare a un unico obiettivo, unire le forze e marciare compatti permetterebbe infatti di raggiungere risultati molto più importanti del successo estemporaneo del singolo. A unire il tutto, un contesto naturale di tutto rispetto, prezioso e delicato, quello che qualcuno non ha esitato a definire Valle Olona Central Park....



martedì 23 febbraio 2016

FERROVIE MAI DIMENTICATE …







La Nona Giornata Nazionale Ferrovie Dimenticate  indetta da Co.Mo.Do. si estenderà all’intero mese di marzo 2016 e più propriamente si declinerà come giornata delle ferrovie NON dimenticate. Infatti sono molte ormai le iniziative che si sviluppano per restituire alla mobilità dolce infrastrutture ferroviarie dismesse o in via di abbandono.
In Italia ci sono 6400 chilometri di ferrovie inutilizzate, molte sono classificabili “di montagna”. All’orizzonte non c’è solo il rimpianto per l’inarrestabile declino dei binari. Fino a oggi, una falcidie senza remore ha spazzato via i piccoli treni, dalla Val Gardena alle linee delle Alpi Orobie, dalle stazioncine sui monti abruzzesi alle sinuose ferrovie calabre. Oggi si vuole voltar pagina, recuperare qualcosa. Come ha ricordato il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, il governo ha stanziato 3,5 miliardi di euro per potenziale le linee regionali.
 A noi naturalmente sta a cuore la ex ferrovia della Valmorea




Inoltre in provincia di Varese anche FIAB Ciclocittà è vigile su  diversi obbiettivi:
  1. realizzazione della greenway Saronno- Seregno, strutturata lungo un percorso ciclo- pedonale derivante dal sedime dismesso da Ferrovie Nord Milano;
  2. completamento della Ciclovia Internazionaledella Valle Olona tra Castiglione Olona e il valico di S.ta Margherita (Stabio, CH) sulla direttrice della ex ferrovia della Valmorea:dopo l’iniziativa assunta nell’autunno 2014, su sollecitazione di FIAB-Ciclocittà, da molti comuni e da tutti i PLIS del varesotto interessati dal tracciato  non si è ancora vista alcuna concreta realizzazione, ma si è sviluppato un faticoso percorso di coordinamento istituzionale e di reperimento di risorse finanziarie e di partneship operative . Si auspica che il 2016 veda almeno:
    • –  l’avvio in comune di Lozza delle opere di compensazione di Pedemontana con la realiz- zazione della pista sul sedime ferroviario dismesso,
    • –  il cantieramento di due tratti di pista a nord di Mulini di Gurone e di Folla di Malnate,
    • –   a Ponte di Vedano, la definizione della fattibilità tecnica ed economica della alternativa di tracciato in riva sinistra del fiume Olona.
  3. Lo sviluppo della ciclovia della Valganna promosso dalla Comunità Montana del Piambello sul tracciato della vecchia tramvia Varese-Ghirla, in particolare nel tratto più problematico delle Grotte di Valganna e nel collegamento con la città di Varese.
  4. Infine la riattivazione del cantiere ferroviario Arcisate-Stabio:
    • –  ridà prospettiva alla realizzazione di un tratto di ciclabile urbano a Induno Olona sul se-dime della ferrovia preesistente,
    • –  riporta d’attualità la decisione sul destino della tratta Arcisate-Porto Ceresio. I criteriguida di FIAB: salvaguardia della destinazione pubblica del sedime ferroviario, riattivazione di una modalità di trasporto pubblico, ove tecnicamente ed economicamente fattibile, e destinazione comunque dell’infrastruttura alla mobiltà sostenibile, con particolare attenzione a quella ciclistica anche in funzione della valorizzazione turistica della Valceresio. GF

venerdì 19 febbraio 2016

Lago Maggiore #doyoulake

La Camera di Commercio di Varese promuove diversi progetti per lo sviluppo del settore turistico finalizzati a una riorganizzazione e riqualificazione dell’offerta turistica locale fra i quali il Il progetto

Lago Maggiore DoYouLake


 Lago Maggiore doyoulake è promosso della Camera di Commercio di Varese per supportare lo sviluppo economico, professionale, sociale e imprenditoriale delle future generazioni facendo crescere il turismo sui laghi. Una maggiore competitività e qualità del tessuto imprenditoriale locale può portare a ricadute sociali e culturali con un beneficio diffuso per tutto il territorio.
e ha come mission quella di favorire l’attrazione di eventi sportivi con ricadute turistiche.
Sport e turismo che rappresentano un combinazione vincente per un territorio come quello di Varese in grado di offrire una proposta varia e completa in grado di attrarre il "turismo attivo" (benessere, outdoor, green...).

 

OBIETTIVI

Migliorare e potenziare i servizi relativi alle attività sportive già consolidate sul territorio, implementando l’attuale dotazione tecnica/sportiva e favorendo la creazione di veri e propri hub sportivi. Stimolare e innescare nuove opportunità/eventi, in discipline sportive particolarmente attrattive e potenziabili in un’ottica turistica, mediante la creazione di pacchetti e servizi dedicati al turismo/attivo/sportivo.

A CHI SI RIVOLGE

  • Soggetti pubblici (locali e regionali) coinvolti a vario titolo nell’organizzazione degli eventi sportivi.
  • Operatori, in forma singola e aggregata, del settore turistico, commerciale e sportivo del territorio.
  • Delegazioni federali (provinciali e territoriali) ed associazioni sportive.
  • Attori regionali gestori delle reti infrastrutturali (es: Trenord, Navigazione dei Laghi, Sea, etc.).
  • Entità operanti nella promozione turistica a livello regionale e nazionale;

PRINCIPALI ATTIVITA'

  • Promuovere intraprendendo azioni coordinate (partecipazione eventi, workshop, etc.) a livello locale, nazionale ed internazionale, che siano a supporto delle imprese operanti nel settore dell’ospitalità e nella fornitura di servizi turistici.
  • Attrarre aggregando l’offerta del territorio e intercettando la domanda del mercato (sottoscrivendo specifiche convenzioni con i fornitori di servizi turistici, elaborando candidature per eventi agonistici, aziendali, associativi, etc.).
  • Comunicare: supportando, attraverso campagne sui canali dedicati (media, social media, web etc.), a livello locale, nazionale ed internazionale eventi sportivi ed i servizi turistici espressamente dedicati.
  • Coordinare creando e gestendo un unico calendario eventi sportivi finalizzato ad evitare sovrapposizioni (territoriali e di disciplina), proponendo ed elaborando attività di found raising (progettualità transregionali e transnazionali, modalità di partnership/ sponsorship multidisciplinari, etc.).
  • Contribuire attivandosi per ricercare economie di scala anche nei servizi trasversali (comunicazione, acquisti, gestione amministrativa, etc.) e mettendo a disposizione, a supporto degli impianti esistenti, le attrezzature tecniche acquisite attraverso il contributo regionale previsto per il progetto Lago Maggiore doyoulake.
  • Formare assistendo gli operatori a sviluppare, razionalizzare ed ottimizzare prodotti turistici e stimolando percorsi formativi (universitari, etc.), specificamente dedicati alla creazione di nuove figure professionali altamente specializzate nella gestione di sistemi turistico/ sportivi articolati.

La stupenda natura del Lago Maggiore e di Varese è stata tra l’altro descritta da importanti scrittori come Piero Chiara e Stendhal qui di seguito: Visione magnifica! Al tramonto del sole si vedevano sette laghi. Credetemi si può percorrere tutta la Francia e la Germania, ma non si potranno mai provare simili sensazioni .


Sono ben dieci gli specchi d’acqua che il turista può incontrare in provincia di Varese. Tra loro: 

lago maggioreIl Lago Maggiore o Verbano è un lago prealpino di origine glaciale, il secondo per superficie in Italia. Le sue rive sono condivise tra Svizzera (Canton Ticino) e Italia.
Luoghi di interesse: Isole Borromee, Eremo S. Caterina del Sasso, Angera e la Rocca, Museo Trasporti Ogliari di Ranco, Museo della Ceramica di Cerro, Laveno e il Sasso del Ferro, Caldè, la Collegiata di Brezzo di Bedero, la Luino di Piero Chiara, Maccagno, il Lago Delio, Monteviasco, il                                                   Sentiero della 3V.




lago di varese
Il Lago di Varese è situato ai piedi delle Prealpi Varesine ad un'altitudine di 238 m s.l.m.; ha una profondità media di 11 m e massima di 26, mentre la superficie è di 14,95 km2.
Luoghi di interesse: Varese, la Pista ciclopedonale intorno al Lago, Località Schiranna, Borgo di Mustonate, Chiostro di Voltorre, Gavirate e i Brutti e Buoni, Isolino Virginia, le Ghiacciaie di Cazzago Brabbia, Bodio Lomnago, Azzate.


  




lago ceresio

Il Lago di Lugano, altrimenti detto Ceresio, è un lago prealpino ramificato lungo il confine italo-svizzero. La divisione amministrativa è piuttosto complessa, estendendosi tra il Canton Ticino, la Provincia di Como e la Provincia di Varese.
Luoghi di interesse: Porto Ceresio, Marzio e la Via Cadorna, Museo del Fossile a Besano, villa Cicogna Mozzoni a Bisuschio, Ardena, Morcote e Carona in Svizzera.







lago ganna e ghirla
Il Lago di Ganna è un piccolo lago, ora riserva faunistica; ha un'altitudine di 390 metri s.l.m. e una profondità massima di 3 metri. Il lago di Ghirla è un piccolo lago di origine glaciale, situato ad un'altitudine di 415 metri s.l.m. e raggiunge una profondità massima di 14 metri.
Luoghi di interesse: Badia di Ganna, Parco Regionale Campo dei Fiori, gli affreschi di Marchirolo e Boarezzo.




laghi monate e comabbio
Il Lago di Monate è un lago prealpino, alimentato da sorgenti sotterranee ed alcune rogge tra cui il Rio Freddo. Il Lago di Comabbio è di origine glaciale; caratterizzato da una superficie di circa 3,4 km2 ed una profondità massima di 7,7 metri, ha uno sviluppo costiero di 9 chilometri.
Luoghi di interesse: Pista Ciclopedonale del Lago di Comabbio, Palude Brabbia, le Pesche di Monate.



La Camera di Commercio di Varese promuove un altro progetto per lo sviluppo del settore turistico:
  • Varese Sport Commission, che, ha come mission quella di favorire l’attrazione di eventi sportivi con ricadute turistiche.
Ma soprattutto LAGO MAGGIORE BIKE EXPERIENCE un appuntamento speciale dedicato a tutti coloro che amano la bicicletta, per scoprire il Lago Maggiore su due ruote. contrassegnato dal motto: “Bike, Food and Lake”, diversamente declinato per chi ama un approccio più sportivo, oppure maggiormente turistico.



BICI DA STRADA SUL LAGO MAGGIORE

La bici da strada è amore a prima vista. È fatica e sudore, è la soddisfazione di affrontare pendenze, salite e dislivelli, è l’armonia di pedalare in mezzo alla natura e in strada poco trafficate.
Il Lago Maggiore è il posto giusto per organizzare una perfetta escursione in bici da corsa. Dalla primavera all’autunno tutto il 
territorio di Varese e del Lago Maggiore è un vero e proprio paradiso per i ciclisti. con numerosi itinerari, con diversi livelli di difficoltà, che toccano zone di grande interesse paesaggistico e artistico culturale. 

OFF-ROAD LAGO MAGGIORE

Mountain bike, downhill e in genere tutti i percorsi off-road rappresentano una vera e propria sfida per gli amanti del single trail. Gli ingredienti del territorio sono i boschi, gli sterrati, le colline da svalicare, l’adrenalina e l’avventura. Con i suoi percorsi off-road, la provincia di Varese e il Lago Maggiore permettono ai mountain biker di cimentarsi su pendenze estreme e itinerari impervi, mentre gli appassionati di downhill si possono divertire con i percorsi cross country, con discese ripide su terreni sconnessi. Ai mountain biker in cerca di emozioni consigliamo la zona dell’Alto Varesotto, un viaggio fra boschi e sterrati che costeggiano le montagne, con un panorama che comprende il Lago Maggiore, le Alpi e il Monte Rosa.Gli itinerari off-road Lago Maggiore sono numerosi, e se ami le sfide con te stesso il downhill e MTB sono il giusto mix tra natura, emozioni e avventura!

ENOGASTRONOMIA E CULTURA NEL CUORE VERDE DELL’ITALIA: FARE CICLOTURISMO SUL LAGO MAGGIORE

Cicloturismo significa passione per la bicicletta, ma anche per la gastronomia del territorio, per i prodotti tipici, per la cultura e la natura. È facile dunque capire, perché il territorio in gran parte incontaminato della provincia di Varese e del Lago Maggiore rappresentino la meta ideale per chi ama le due ruote.Le vacanze sul Lago Maggiore sono un viaggio nel cuore verde della natura con montagne e laghi, fra chiese romaniche e angoli rinascimentali. Proprio per questo il cicloturismo sul Lago Maggiore è un’esperienza unica.Le escursioni nel verde diventano un’occasione per raggiungere luoghi di interesse culturale, scoprire la magie di antichi affreschi e le tracce dei Longobardi all’interno di suggestivi monasteri.
Qui trovate tutti i percorsi http://www.lagomaggiorebikehotels.it/itinerary

martedì 16 febbraio 2016

m'illumino di meno e pedalo di più

Iniziatuva 21058  invita tutti a partecipare alla giornata del risparmio energetico: #MilluminoDiMeno
 la più grande campagna radiofonica di sensibilizzazione sui consumi energetici e la mobilità sostenibile, ideata da Caterpillar. La dodicesima edizione è dedicata alla mobilità sostenibile e si svolgerà venerdì Diciannove febbraio 2016: ecco la data in cui si svolge la nuova edizione di M’illumino di meno

logo-m'illumino-di-meno-2016 

Giunta alla dodicesima edizione, anche quest’anno la campagna coinvolge una varietà di soggetti: migliaia di ascoltatori, centinaia di associazioni ed i più importanti attori istituzionali, italiani e stranieri. L’iniziativa si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, dell’alto patrocinio del Parlamento europeo, del patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, dell’adesione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’evento è diventato una Festa in cui il risparmio energetico è interpretato con eventi e manifestazioni a tema su tutto il territorio.

Iniziatuva 21058  invita tutti a partecipare alla giornata del risparmio energetico.Come? Spegnendo le luci, andando al lavoro in bicicletta, cucinando a basso impatto ambientale, diffondendo:


Il decalogo di M’illumino di Meno

1. spegnere le luci quando non servono
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
10. utilizzare l’automobile il meno possibile, condividerla con chi fa lo stesso tragitto. Utilizzare la bicicletta per gli spostamenti in città

L’edizione di quest’anno è dedicata in particolare al tema della mobilità sostenibile con la grande operazione Bike the Nobel, la campagna etica di Rai Radio2 promossa da Caterpillar in cui si candida la bicicletta a Premio Nobel per la Pace. Paola Gianotti, ciclista pluripremiata, ha pedalato da Milano fino a Oslo per portare le firme raccolte da Caterpillar, come atto simbolico di consegna della candidatura.

logo-bike-the-nobel 

Quest’anno l’invito per gli amministratori e i cittadini è quello di basare la propria adesione sul tema della mobilità sostenibile: promuovendo l’uso della bicicletta e di tutti i mezzi a basso impatto energetico come simbolo di pace e di rispetto per l’ambiente. Pedalate cittadine, incentivi a usare i mezzi pubblici, pedibus scolastici, rinunciare un giorno all’automobile sono solo alcune delle tante iniziative che è possibile organizzare nei proprio territori per aderire.


www.caterpillar.rai.it

lunedì 15 febbraio 2016

Carnevale in Valle Olona e a Busto Arsizio

Le sfilate di Sabato Grasso sono state risparmiate dalla pioggia. Così, in tutti i comuni della Valle Olona, è stato possibile festeggiare il Carnevale all’aria aperta, per la felicità degli organizzatori e dei tantissimi bambini in maschera.

 

( Foto di Aldo Moroni )

Ad Olgiate Olona, per esempio, in molti non hanno voluto mancare l’appuntamento con la tradizionale sfilata dei carri allegorici, che ha percorso le vie del paese partendo dall’oratorio del “Gerbone” ed arrivando alla piazza del Buon Gesù...



Solbiate Olona, invece, niente sfilata di carri allegorici per le vie del paese, ma un bel pomeriggio di festa, perfettamente riuscito, all’interno dell’oratorio “Giovanni Paolo II”. Oltre alle maschere coloratissime e più disparate non sono mancati giochi, musica e balli organizzati...



Il carnevale secondo Marino Bianchi, continua su   http://www.informazioneonline.it/LAY009/L00908.aspx?arg=1013&id=22888

A Busto la sfilata di carri di Carnevale, accompagnata da una festante massa di bustocchi e bustesi, rigorosamente in maschera è partito alle 14.30 da corso Europa, guidato dal carro della Bumbasina creato dalla Famiglia Sinaghina


e l’immancabile carro del Tarlisu 


(foto a cura di Giovanni Garavaglia)

Continua su  http://www.informazioneonline.it/LAY009/L00909.aspx?arg=1009&id=22876

Una giornata di libertà, svago e gioco. L’unica in cui, in fin dei conti, tutti, o quasi, sembrano ritrovare il bambino che sono stati...

venerdì 12 febbraio 2016

Il nuovo Super Ministro dell' Economia europeo: Alessandro Manzoni

L’Italia non è Paese che brilli per la cultura economica diffusa. Eppure al liceo siamo obbligati a leggere «uno dei migliori trattati di economia politica che siano mai stati scritti». Questo pensava Luigi Einaudi dei Promessi sposi... soprattutto alle prime pagine del capitolo dodicesimo, che al liceo si sfogliano velocemente («ho l’impressione che sia saltato di piè pari dagli scolari»). Quelle dedicate al tumulto di San Martino sono «pagine stupende sui pregiudizi popolari intorno alla scarsità ed alla abbondanza del frumento e della farina, agli incettatori e ai fornai». Einaudi le cita più d’una volta, sia in saggi di tenore scientifico, sia nei suoi articoli di giornale. In parte, ciò avviene proprio per la grande passione divulgativa di Luigi Einaudi: ma non gli serviva soltanto una storia da usare a mo’ di parabola... così scrive Alberto Mingardi su La Stampa


La ricerca dell’untore 
Manzoni era un cultore della scienza economica, se n’era appassionato. Da ragazzo, a Parigi, aveva frequentato gli Ideologi: il cui principale esponente era Destutt de Tracy, autore di un trattato d’economia politica che Thomas Jefferson volle tradurre in inglese e amatissimo da Francesco Ferrara, vero padre dell’economia in Italia.

Cosa c’è di tanto importante, nel dodicesimo capitolo dei Promessi sposi, da metterlo idealmente fianco a fianco con La ricchezza delle nazioni di Adam Smith? Manzoni descrive l’atteggiamento dei milanesi innanzi alla penuria del pane a Milano e spiega come faccia a nascere «un’opinione ne’ molti, che non ne sia cagione la scarsezza». Comprendere i fenomeni sociali è sempre difficile: le cause sono remote, difficilmente riconducibili a singoli eventi, e men che meno a singole persone. Eppure, anche per il pane che manca, scatta lo stesso meccanismo psicologico entrato in gioco per la peste. Si cerca l’untore.

I danni del calmiere 
«Si suppone tutt’a un tratto che ci sia grano abbastanza, e che il male venga dal non vendersene abbastanza per il consumo: supposizioni che non stanno né in cielo, né in terra; ma che lusingano a un tempo la collera e la speranza». La folla chiede a gran voce provvedimenti, pronta a tutto fuorché ad accettare un rincaro che, spiega Manzoni, sarebbe «doloroso ma salutevole». La soluzione alla crisi, scrive altrove nel romanzo, sarebbe proprio un’importazione sufficiente di granaglie estere, ostacolata dalle «leggi stesse tendenti a produrre e mantenere il prezzo basso». Il calmiere abbassa il prezzo del pane oggi, per garantirci che non se ne sforni domani.

Non è un caso se Einaudi rammenta la lezione del Manzoni nel 1919 («La lotta contro il caro viveri») e poi in articoli successivi, alla fine degli Anni Trenta, quando si va dispiegando la piena «fascistizzazione» dell’economia. Momenti straordinari portano a invocare sforzi straordinari. Peccato che «tutti i provvedimenti di questo mondo, per quanto siano gagliardi, non hanno virtù di diminuire il bisogno del cibo, né di far venire derrate fuor di stagione».

Fissare i prezzi frena la «speculazione». Se può apparirci poco commendevole che chi ha acquistato grano in tempi di vacche grasse lo rivenda a caro prezzo durante una carestia, così facendo egli svolge una funzione doppiamente utile. Da una parte, è meglio aver pane a caro prezzo che non averne. Dall’altra, cercando di praticare il prezzo più alto che può, attrarrà altri (per esempio: importatori di grani), la cui presenza ha l’effetto di abbassarlo di nuovo, il prezzo. In tal modo, ricorda Einaudi, «i prezzi, senza calmieri, senza processi, senza comizi, senza adunanze in prefettura (…) capitomboleranno e la vita tornerà a buon mercato».

Grazie agli speculatori 
Lo speculatore cerca di traguardare il futuro, fa profitto in misura delle sue diottrie: ma, così facendo, aiuta anche noi a vederci meglio.

Non si pensi che Manzoni, e Einaudi con lui, biasimassero l’ignoranza economica del popolino che, tutto preso dalle sue vicende, la mano invisibile proprio non riesce a immaginarla. Sono i potenti quelli che più s’illudono circa il proprio potere. Il guaio del cancelliere Antonio Ferrer non sta nell’aver capito che «l’essere il pane a un prezzo giusto è per sé una cosa molto desiderabile» ma nell’aver pensato «che un suo ordine potesse bastare a produrla».




«Ministri, direttori generali, commissari, prefetti», ingiunge Einaudi, dovrebbero comprare una copia dei Promessi sposi e tenerla sul comodino. Così dovrebbero fare i parlamentari che, in questi giorni, votano su una legge «della concorrenza». Meglio sarebbe leggessero, magari sotto il titolo di «Elementi di politica» (capitolo sulla peste e sugli untori) «e di economia» (capitolo sulla carestia), Manzoni, «invece dei male avventurati elementi di scienza economica che si propinano oggi da insegnanti svogliati a scolari disattenti». Esortazione finita in nulla. Sarà che con le idee i potenti si regolano come Donna Prassede, «che ne aveva poche ma a quelle poche era molto affezionata» e alle «storte» in particolare.

Il Manzoni economista non tradisce mai il Manzoni romanziere. E a ben vedere i Promessi sposi, dalla prima all’ultima pagina, sono un antidoto formidabile alla mania dei complotti, all’idea che non ci sia sventura che non abbia un colpevole con nome e cognome, e alla simmetrica ambizione di risolvere ogni male «facendo una legge» («dove va a ficcarsi il diritto!»). Come se una cosa tanto complicata quale la realtà sociale, esito delle interazioni di milioni di individui, fosse un pezzo di pongo nelle mani di chi ci governa.

Al Manzoni non sarebbe spiaciuta la morale che dal suo capolavoro trasse Luigi Einaudi, ma ahinoi non le migliaia di professori di liceo che l’hanno insegnato. I politici «si decidano a levarsi fuori dei piedi per quanto si riferisce al commercio privato. Faccia il governo il suo mestiere ed i cittadini faranno il loro».


Altri Spunti su Politica ed economia in Alessandro Manzoni

Gli Atti del Convegno di Bergamo, Politica ed economia in Alessandro Manzoni, iniziano con la prolusione «attualizzante» di Umberto Colombo, Manzoni oggi (pp. 15-28), tesa sia a rettificare l’erronea immagine d’un Manzoni «conformista», sia ad evidenziarne gli incentivi fecondi per un ripensamento della società, della storia, dell’uomo. Se il Manzoni fu un «ribelle» incorreggibile, fu anche un «savio» – per esprimermi con l’antinomia di Ugo Dotti -; ed ha capito a fondo che la storia non è un processo astratto di forze autonome: è la dialettica di singole personalità oggettivamente strutturate, ciascuna delle quali, migliorandosi, «coopera alla riforma dell’intero corpo» (p. 23). Insieme, certo: ma in modo che i «tutti» non siano una «massa amorfa» irrazionale e devastatrice, ma una pluralità di spiriti pensanti «con la propria testa». Manzoni non insegna questo? Certo, lo insegna: basta studiarlo «per intero». È il costante invito di Umberto Colombo.

Enzo Noè Girardi, Manzoni: ideologie e ispirazione (pp. 29-34), con la sua abituale rigorosità logica ed espositiva fa il punto, chiaro e difficilmente contestabile, sui rapporti tra ideologia e poesia nel Manzoni e poi sul pensiero economico-politico. La questione sorge dal fatto che il romanziere ha eliminato nelle stesure definitive la riflessione sui provvedimenti di politica economica da adottare durante la carestia. L’espunzione non va attribuita alla presunta incompatibilità tra ideologia e arte e infatti anche nella stesura emendata l’ideologia liberista balza evidente nell’ironia sull’operato di Ferrer...

Nel documentato ed estensivo suo studio, Giorgio Bàrberi Squarotti, Bergamo e Venezia nell’opera manzoniana (pp. 45-68), sempre pronto a disincantare, come ha fatto il Manzoni, l’uomo contemporaneo dalle euforie storicistiche, offre le coordinate tecniche dell’ordinamento politico-economico nella Repubblica Veneziana, per far comprendere il Fermo e Lucia: là non manca la «possibilità di progresso e di incremento della ricchezza attraverso la collaborazione fra il capitale e il lavoro» (p. 47). Poi la seconda stesura ridimensiona questa «cuccagna». Perché? Forse perché il romanziere non crede più, tanto, al vantaggio di una economia «moderna», borghese e liberista? No: ci crede ancora. Ma attento, sembra dire a Renzo: non credere che, allora, sia «già il paradiso» (p. 56). Ed è la pura verità.

Addentrandosi nello specifico dell’aspetto politico-economico del romanzo, analizzato con scrupolosità, Simonetta Bartolozzi Batignani, Teoria e politica economica nel «Fermo e Lucia» e ne «I Promessi Sposi» (pp. 69-94), deduce che la «ricetta» manzoniana di aumentare la paga degli operai in tempo di carestia sottende l’idea di «partecipazionismo», dato che, nel presupposto di una recessione economica, è assurdo elevare i salari per «logica di mercato». Altrettanto, nella proposta manzoniana di creare nuovi posti di lavoro – suffragata del resto da Melchiorre Gioia – sarebbe forse suggerito il compito dello Stato di farsi carico dei disoccupati e dei meno abbienti. Ma perché ne I Promessi Sposi queste due misure economiche scompaiono, e resta soltanto quella del libero mercato – e quindi del libero prezzo – (oltre alla «elemosina»)? Le risposte avanzate son due. Una è tecnica: un salario elevato comprometterebbe ancor di più la già scarsa disponibilità dei beni sul mercato e aggraverebbe la possibilità d’acquisto da parte dei disoccupati. L’altra è generale: il modello economico manzoniano sarebbe quello «di un sistema produttivo in cui sia garantito a tutti un minimo vitale che può ottenersi, in conclusione, soltanto affidandosi alla saggezza provvidenziale delle leggi di mercato» (p. 87). Tutto sommato, quindi, la cultura economica del Manzoni è ancorata a quella «annonaria della fine del ‘700» (p. 92).


giovedì 11 febbraio 2016

Manzoni il vero Masterchef

Nei Promessi sposi, il tema della fame e quello speculare del cibo sono affrontati con una serietà e una dignità nuove rispetto alla letteratura precedente.


La fame, caratteristica dei poveri e dei villani, era spesso trattata con risvolti comici (pensiamo alle maschere popolari, alla fame atavica di Pulcinella e Arlecchino o ai gozzi di Gioppino che si nutre solo di polenta), mentre con Manzoni diventa un punto focale del paesaggio realistico costruito attorno ai personaggi e il pilastro di una visione etica capace di scandagliare nel profondo il concetto di persona umana. La carestia, non a caso liquidata con superficialità e borioso senso di superiorità da Don Rodrigo e dai suoi commensali (nel capitolo 5), è avvertita sia sotto l’aspetto economico sia sotto quello morale. La questione nevralgica della fame coinvolge infatti la vita intima dell’uomo e se viene a mancare il cibo anche il senso di umanità viene meno: la descrizione dell’assalto ai forni è un affresco condito di particolari crudi e precisi, un quadro che assume poi tinte sempre più fosche. Alcuni stipano la farina nelle casse, nelle botti, nelle caldaie; per le strade, ultima pennellata macabra, si incontrano cadaveri con le bocche piene d’erba masticata, ultimo, disperato, pasto prima della morte. Manzoni racconta l’agonia di un’umanità privata della materia prima della vita: la fame si accompagna a improbabili ricettari con portate a base di pani di riso impastato con orzo, segale e veccia, erbe di prato amare, cortecce d’albero condite con un po’ di sale e acqua di cattiva qualità (capitolo 28).

Sono molti gli episodi del romanzo in cui Manzoni usa il cibo per dare corpo e sangue ai personaggi e alle scene: la sua conoscenza del mondo rurale e della civiltà contadina lombarda è approfondita e Don Lisander non sbaglia un dettaglio.

IL CAVOLO DI PERPETUA

La venne finalmente, con un gran cavolo sotto il braccio… Perpetua appare per la prima volta nel romanzo (nel capitolo 2) così, con quel cavolo enorme: un’immagine destinata a rimanere nella memoria di tutti i lettori....

LA POLENTA DI TONIO

La scena che si svolge nella casetta di Tonio (capitolo 6) è tra gli esempi emblematici dell’assoluta attenzione al contesto storico e all’ambientazione realistica che caratterizzano il romanzo. Manzoni dipinge un quadro che, se da un lato rilancia il tema della carestia, dall’altro testimonia la vita reale degli umili della civiltà contadina...

I MENU DELLE OSTERIE

I menu delle osterie che Renzo visita nel corso delle sue avventure non sono casuali , e ricordano anche una delle ricette che Manzoni aveva mangiato da bambino in quantità, si tratta del gran piatto di polpette servite all’osteria a Renzo, Tonio e Gervaso, poco prima del “matrimonio a sorpresa”:


«E che diavolo vi vien voglia di saper tante cose, quando siete sposo, e dovete aver tutt’altro in testa? e con davanti quelle polpette, che farebbero resuscitare un morto? – Cosí dicendo, [l’oste] se ne tornò in cucina.»

IL BRODO DI POLLO

Nel capitolo 24, Lucia, dopo tutte le sue disavventure, è accolta nella casa del sarto. Si tratta di una domenica di festa grande per l’arrivo dell’arcivescovo di Milano e in pentola bolle il cibo più pregiato: il cappone, protagonista della tavola delle grandi occasioni...

L' articolo di Anna Preianò completo lo trovate su Milano Platinum


( F. Hayez - Ritratto di Alessandro Manzoni)

Quando il proprietario del forno delle Grucce, immortalato nei Promessi sposi, inviò delle sfogliate per esprimergli la sua riconoscenza per l’inaspettata pubblicità, Manzoni gli scrisse ringraziandolo del dono che lo gratificava nella gola e nella vanità.

Ingredienti:Crema pasticcera – mandorle – cannella – vaniglia – liquore d’amaretto – pasta sfoglia – uovo – zucchero a velo

Preparazione: Fare una crema pasticcera, aggiungervi mandorle sminuzzate, e profumare con cannella, vaniglia, e liquore; lasciare raffreddare.
Stendere della pasta sfoglia, farne dei dischetti e spalmarne la meta con la crema; sovrapporre i dischetti rimasti e saldarli aiutandosi con una forchetta.
Adagiare in una placca imburrata i dolci, spennellarli con tuorlo d’uovo, e passarli in forno

Prima di servire le sfogliate, imbiancarle con abbondante zucchero a velo, e rimetterle in forno per alcuni minuti.

PER APPROFONDIRE – LA STORIA NEL PIATTO. IL CIBO NEI “PROMESSI SPOSI”

lunedì 8 febbraio 2016

“Il genio democratico” di Hayez

Domenica siamo stati nella sede milanese, in Piazza della Scala, delle Gallerie d' Italia per vedere la raccolta di 120 opere dipente da Francesco Hayez.


Il percorso espositivo segue una successione cronologica, che rievoca insieme la vita e il percorso creativo del grande pittore: dagli anni della formazione tra Venezia e Roma, ancora nell’ambito del Neoclassicismo, sino all’affermazione, a Milano, come protagonista del movimento Romantico e del Risorgimento accanto a Verdi e Manzoni, con i quali ha contribuito all’unità culturale dell’Italia.
La sequenza di opere, tra cui capolavori più noti accanto ad altri presentati al pubblico per la prima volta – inedito l’accostamento delle tre versioni del Bacio, rivela la grandezza di Hayez nel padroneggiare generi diversi come la pittura storica e il ritratto, la mitologia, la pittura sacra e un ambito allora di gran moda come l’orientalismo, sino a giungere alle composizioni dove trionfa il nudo femminile, declinato in una potente sensualità che lo rende unico nel panorama del Romanticismo italiano e europeo.

Estratti dal saggio in catalogo di Fernando Mazzocca Il genio democratico” di Hayez - Un grande pittore italiano interprete delle speranze e delle delusioni del Romanticismo
E l’opera sua è la Consacrazione della Vita… (Giuseppe Mazzini, 1841) Nello straordinario saggio poi tradotto e raccolto nell’edizione nazionale degli Scritti con il titolo La pittura moderna italiana, apparso negli anni dell’esilio londinese sul prestigioso foglio del liberalismo radicale inglese, il “London and Westminster Review”, tra il gennaio e l’aprile del 1841, Giuseppe Mazzini pensava che nell’Italia contemporanea, diventata per gli osservatori stranieri la “terra dei morti”, soffocata da un passato troppo grande e irraggiungibile, la pittura, dopo un periodo di profonda decadenza che aveva coinciso con l’età neoclassica, fosse risorta grazie a quello che si accingeva a consacrare come il “genio democratico” di Hayez, “un grande pittore idealista italiano del secolo XIX”, il “capo della scuola di Pittura Storica che il pensiero Nazionale reclamava in Italia”, “l’ artista più inoltrato che noi conosciamo nel sentimento dell’Ideale che è chiamato a governare tutti i lavori dell’epoca”. Ne riconosceva senza riserve l’originalità, quando affermava che la “sua ispirazione emana direttamente dal proprio Genio”, e la capacità di aver saputo interpretare, come Byron e come i maggiori letterati e musicisti italiani del tempo, Foscolo, Manzoni, Rossini, Donizetti, le aspirazioni e le angosce dell’età romantica
Mazzini rivendicava il respiro europeo della pittura di Hayez e ne ribadiva il primato, del resto come vedremo già affermati da Stendhal quando, in una lettera inviata dall’Isola Bella il 17 gennaio 1828 all’amico Alphonse Gonsollin, l’aveva ritenuto “le premier peintre vivant”

...e forse ancora oggi se osserviamo Gli abitanti di Parga che abbandonano la loro patria - I profughi di Parga dipinto da Francesco Hayez nel 1831. E' ispirato al poema omonimo di Giovanni Berchet, scritto nel 1821-23 su un episodio della guerra greco-turca: la distruzione da parte dei Turchi della città greca di Parga


In mostra anche il  dipinto “Tamar di Giuda”, 
meno noto ai milanesi ma fortemente legato al nostro territorio 
per essere una delle opere di punta della 



Grazie Hayez 


venerdì 5 febbraio 2016

La passione per il mondo non li fermerà

"Nessun pericolo può fermare questi giovani, i nostri figli, dal conoscere il mondo, viverci, imparare le lingue, soddisfare una curiosità vorace della quale dobbiamo essere orgogliosi, non spaventati, noi genitori..." (U. Tramballi - ilSole24ore)




Siamo sempre più numerosi noi, genitori di tanti Valeria Solesin e Giulio Regeni. Ed è un bene per l'Italia, anche se a volte, molto raramente, qualcuno dei nostri ragazzi non torna più a casa. Giulio aveva deciso di andare in un luogo più pericoloso, anche se nulla al Cairo giustificava una fine così. Valeria era solo a Parigi, un'ora d'aereo da casa, difficile immaginare una città più europea. Il primo stava andando a incontrare amici, la seconda a sentire musica con amici al Bataclan...

Ma non è questo il punto. Nessun luogo è pericoloso e tutti lo sono, ormai. Ma nessun pericolo può fermare questi giovani, i nostri figli, dal conoscere il mondo, viverci, imparare le lingue, soddisfare una curiosità vorace della quale dobbiamo essere orgogliosi, non spaventati, noi genitori. Ci sono ragazzi che non sono interessati a nulla e ragazzi, i nostri, che vogliono sapere tutto; che coltivano ancora la prerogativa più bella di un giovane: la passione...

Vancouver, Londra, Parigi, Cairo, Città del Capo, Dacca, Buenos Aires, Nairobi, Shanghai. 
Come Valeria e Giulio, i nostri ragazzi non partono più per necessità - anche se molti cercano lavoro - ma per curiosità. Non fuggono, se ne vanno da casa per scelta, per saperne di più, per essere migliori. Qualcuno ha cercato una definizione: «Generazione Erasmus», ama chiamarli Matteo Renzi. È una buona sintesi perché quel programma inizialmente solo europeo è stato il motore di avviamento di questo processo di globalizzazione reale. 

Ma ormai è molto di più. È aver chiarito a se stessi che non c'è luogo migliore di quello in cui sei nato e cresciuto, ma che non sei nato solo per capire questo...

Non sempre è facile

Tutti noi genitori ci auguriamo che i figli prima o poi tornino: non tanto a casa in senso stretto, quanto in Italia, a rendere migliore con la loro esperienza questo Paese. Lungo il loro cammino, Valeria e Giulio hanno incontrato chi glielo ha impedito. La cosa peggiore che potremmo fare nel rispetto del loro sacrificio e della loro memoria, sarebbe pensare che il mondo è un luogo pericoloso. Lo è, in effetti. Ma non abbastanza per fermare i nostri figli.

L' articolo completo lo trovate qui








Concorso di Disegno e Fotografia: Gli amici, la bicicletta e la Valle Olona

G.S.SOLBIATESE               ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA              STELLA C.O.N.I.    per meriti sportivi        ...