domenica 22 gennaio 2017

Missione Giöbia

Una tradizione di gennaio che dura da molti secoli mette in moto tutto l'Alto Milanese, l'ultimo giovedì: è la festa della Giöbia. 

 (Solbiate Olona, 2011)
 
la Giöbia a Busto Arsizio

Quest'anno grazie a quattro amici la Giöbia di Busto Arsizio 
sarà 2.0 Un grazie sentito a Marilena, Andrea, Chiara e Tiziano




comunque ci sarà anche quella tradizionale




la Giöbia in Valle Olona







Giovedì 26 gennaio 2017 Festa della Gioebia

I visitatori potranno ascoltare i racconti di cinque secoli di storia agreste del monastero.
Dalle ore 18.00 sarà possibile effettuare speciali visite serali al bene – aperto eccezionalmente per l’occasione durante la pausa invernale – e alle ore 20 sarà servita la cena nel ristorante interno al monastero “La Cucina del Sole”, con il tipico menu della Festa della Giöbia.



...ma soprattutto, la Giöbia di Solbiate 
sarà ancora quella più bella di tutta la Valle Olona?


lo scoprirete giovedì 26 gennaio ore 20.45
Area feste di Via San Vito,  Solbiate Olona

 


e per i ritardatari...



il gran falò dei Calimali che riscalderà la Valle olona e i Vostri cuori. Vi aspettiamo a Calipolis, domenica 29 nel pomeriggio per trascorrere qualche ora insieme, gustare il meraviglioso fantoccio della gioeubia realizzato quest'anno dai volontari del gruppo "la fenice" di Solbiate Olona. L'accensione alle ore 18,00 con il tradizionale "uccello di fuoco" che, librandosi dalla torre di osservazione, accenderà la grande pira realizzata anche quest'anno con l'aiuto di alcuni profughi. Sarà funzionante il banco gastronomico con patatine, salamelle, frittelle e vin brulè.



Alcune notizie storiche

Questa celebrazione, che scende da ricordi ancestrali, si colloca nel momento in cui la campagna, giunta al colmo dell'inverno, nei suoi giorni più rigidi, offre al contadino l'opportunità, nel riposo delle colture e nel forzato ozio, di dare sfogo alla fantasia, che è sempre fantasia rievocativa e propiziatrice.

Chiusi al tepore di un ricovero, nella monotonia dell'inverno, e nell'attesa di un ritorno al sole e alla vita, nascono sempre, assieme alle speranze, anche oscuri timori: di streghe, di spiriti vaganti, di un malefico influsso di astri e costellazioni per il nuovo anno (e si guarda sospettosi al cielo ammantato di grigio), di un immaginario artefice di possibili sciagure, che deve essere distrutto in tempo, così da ridare al contadino la tranquillità per il nuovo raccolto.

Nasce da qui l'esigenza, pressochè inconscia, di festosi riti propiziatori che mescolano antichi sentori e credenze pagane con nuovi insegnamenti Cristiani, fra cui deve esser menzionata l'eterna lotta fra il bene, propiziato dalla preghiera, ed il male rappresentato dal Demonio o dalle streghe. Quando divenne illecito o disdicevole bruciare nel rogo le presunte streghe (tristi ricordi delle buie pagine della inquisizione) , le si sostituì con dei fantocci che, in qualche emodo, ricordassero quel rito collettivo crudele ma propiziatorio, quello sfogo, quella liberazione simbolica delle ansie.
Poichè, però, il fantoccio - da solo - non appare sufficiente a liberare il mondo dalle ansie, dai mali, dalle paure, occorre accompagnarlo con riti adatti. Non si prega tanto, alla Giöbia. Invece si festeggia, si respira l'incantevole profumo del risotto con la salsiccia.

Il fuoco, che riscalda e purifica, ricorda le quotidiane esigenze per l'inverno, che è freddo e portatore di malanni.

Il risotto, ricorda invece l'opulenza estiva, ove il cibo abbonda (o, forse, meglio dire, è meno scarso!), e le messi estive forniscono la speranza per un futuro ancora ... non diremo sereno, ma quantomeno non terribile.

Ecco, dunque, che al fuoco sacro, che brucia la "strega", si associa anche il simposio, la cena con riso e salsicce (quantomai pregiate, nei tempi andati), e ci si prepara fiduciosi ad una nuova stagione agricola: già a febbraio si posson mettere in moto i meccanismi agrari, ed il calore del falò collettivo propizierà la imminente fine dell'inverno più duro! (http://www.bustocco.com)

e per Davide Van De Fross

"In provincia di Varese, l'usanza della Giubiana è nota anche come "Puscena di donn" - ossia il dopocena delle donne - perchè le donne usavano ritrovarsi senza mariti e trascorrere assieme la serata cenando con polenta e "bruscitt" (straccetti di manzo). In quell'occasione, gli uomini dovevano regalare a mogli e fidanzate il tradizionale "cör bunbun", un dolce tipico a forma di cuore, pena un'estate invasa dai moscerini". http://www.itinerarifolk.com

 (PAGINA IN AGGIORNAMENTO)

Concorso di Disegno e Fotografia: Gli amici, la bicicletta e la Valle Olona

G.S.SOLBIATESE               ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA              STELLA C.O.N.I.    per meriti sportivi        ...